Il Tirreno

Pistoia

«Portate il pane a noi»

«Portate il pane a noi»

L’appello di Caritas e Misericordia dopo i fatti di Bottegone

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PISTOIA. Pane, pasta, latte, cibo in scatola. Sono tanti e vari gli alimenti che attività, negozi, supermercati e anche i singoli cittadini possono riciclare per evitare lo spreco e aiutare chi è in difficoltà.

Dopo il caso dei chili di pane ritrovati nei cassonetti dell’immondizia di Bottegone, soprattutto in via Doria ma anche in zone limitrofe, fatto segnalato dal consigliere comunale del Partito democratico di Pistoia Walter Tripi e dal parroco di Bottegone don Piergiorgio Baronti, Caritas e Misericordia lanciano un appello per evitare lo spreco e riutilizzare cibo in eccesso.

«Tutte le persone che hanno aziende ma anche il singolo privato può rivolgersi al nostro punto raccolta che ha sede nella mensa della Caritas per consegnare cibo che non utilizza –spiega Marcello Suppressa, direttore della Caritas di Pistoia– raccogliamo alimenti di ogni genere, sia freschi che a lunga conservazione, ovviamente in buono stato e non avariati. Noi poi facciamo lo stoccaggio, li selezioniamo e li diamo a chi ne ha bisogno». Sono tante ormai, continua Suppressa, le persone che utilizzano questo strumento di raccolta e altrettante le beneficiarie. Chiunque può recarsi alla mensa della Caritas in qualunque giorno della settimana, e lasciare lì il cibo di cui vuole disfarsi. Tra gli alimenti può riciclati e richiesti ci sono pane, pasta, olio, latte, ma anche diversi prodotto in scatola.

«C’è un buon movimento –continua il direttore Caritas– speriamo di intensificare maggiormente questo servizio anche con la prossima apertura dell’Emporio sociale a Pistoia: questo sistema è utile per contrastare qualsiasi forma di spreco».

Stesso tipo di raccolta alimentare viene effettuata anche dalla Misericordia di Pistoia che riceve cibo da privati, attività e anche dai supermercati Conad e Coop: si tratta però solo di prodotti a lunga conservazione e non di cibi freschi. La raccolta viene fatta mensilmente da parte della Misericordia e la distribuzione avviene invece una volta alla settimana. Lo “Spaccio della solidarietà”, così come viene chiamato questo progetto, esiste già da più di 15 anni. «All’inizio erano soprattutto famiglie straniere a rivolgersi a noi per chiedere cibo, oggi purtroppo sono sempre più famiglie italiane, in tutto più di 400 –spiega Riccardo Fantacci, responsabile servizi Misericordia– prendiamo il cibo in avanzo da supermercati e centri commerciali, lo stocchiamo nella nostra sede di via del Can Bianco e poi lo distribuiamo una volta alla settimana».

Sono tante, troppe, prosegue Fantacci, le famiglie che hanno questo tipo di necessità, complice la crisi economica e la perdita di lavoro.

Alessandra Tuci

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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