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Nuovo centro parrocchiale alla Vergine: via ai lavori
Venerdì la posa della prima pietra alla presenza del vescovo Fausto Tardelli Ci saranno una cappella, aule per il catechismo, sale riunioni e un ufficio
PISTOIA. L’edificio delle ex scuole, in stato di avanzato degrado e coperto da lastre di eternit, è stato demolito alcuni mesi fa.
Venerdì, alla presenza del vescovo Fausto Tardelli sarà “posata la prima pietra” del nuovo centro parrocchiale, opera che si pone l’obbiettivo di riqualificare l’area davanti alla chiesa della Vergine. Nuovi locali in sostituzione di un edificio fatiscente costruito nel dopoguerra che era stato adibito a scuola e, successivamente, usato dalla parrocchia.
Alla cerimonia saranno presenti il presidente della Fondazione Caript Luca Iozzelli e, naturalmente, il parroco, don Sebastien Nawej Mpoy. Il progettista, l’architetto Gianluca Giovannelli, parlerà dello stato di avanzamento dei lavori. È prevista la realizzazione di una cappella di 90 metri quadrati, di aule per il catechismo, sale per riunioni e attività pastorali, un ufficio parrocchiale e servizi. La superficie complessiva ammonta a 360 metri quadrati.
È popolosa la comunità parrocchiale della Vergine: vi si contano 6mila persone, e negli ultimi anni è cresciuta. Sia come numero di abitanti che come attività dei gruppi che ruotano attorno a don Sebastien. Il nuovo centro vuole coniugare le esigenze della comunità con la qualità architettonica, per rispondere anche ai più avanzati requisiti di accessibilità, comfort, sicurezza ed efficienza energetica. Sia dal punto di vista impiantistico che nella scelta dei materiali sarà privilegiato l’utilizzo di prodotti e di tecnologie innovative.
La cappella feriale si distingue dal resto del fabbricato per la forma e le caratteristiche spaziali. Si tratta di volume ad un piano, che si relaziona alla strada prospiciente attraverso uno spazio aperto coperto di mediazione fra l’interno e l’esterno. Lo spazio interno si relaziona all’esterno anche attraverso la collocazione di ingressi posti in modo defilato rispetto all’aula liturgica e allo spazio presbiterale, per evitare interferenze nell’uso. Anche lo studio delle aperture permette da un lato di dotare la cappella di un’adeguata luce naturale (prevalentemente dalle vetrate poste in alto) e, nello stesso tempo, inserisce delle “lame di luce” che valorizzano in particolare i luoghi principali della liturgia: il tabernacolo, l’altare, l’ambone.
Lo spazio del presbiterio è studiato in modo tale da utilizzare al meglio i limitati spazi disponibili, con il posizionamento di arredi liturgici fissi, secondo le indicazioni della riforma liturgica post-conciliare, fra loro articolati per permettere le normali azioni del celebrante e degli eventuali concelebranti e per favorire la piena partecipazione dei fedeli all’azione liturgica comunitaria. Il presbiterio risulta leggermente rialzato rispetto al resto dell’aula liturgica attraverso un gradino, che delimita lo spazio e permette una migliore visibilità. In stretta adiacenza e comunicazione con la cappella è previsto un locale adibito ad ufficio parrocchiale (quest’ultimo spazio non risulta ad oggi presente). La struttura di copertura della cappella è in legno lamellare con solaio a vista.
Dal punto di vista impiantistico saranno utilizzate tecnologie e dispositivi derivanti dalle più recenti acquisizioni in tema di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica.
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