Il presidio
«In città non c’è alcun semaforo per ipovedenti»
PISTOIA. Una vera e propria corsa ad ostacoli per percorrere poche centinaia di metri. Un’impresa titanica per chi si trova a farlo su una carrozzina, per chi cammina con l’aiuto di un deambulatore,...
PISTOIA. Una vera e propria corsa ad ostacoli per percorrere poche centinaia di metri. Un’impresa titanica per chi si trova a farlo su una carrozzina, per chi cammina con l’aiuto di un deambulatore, o per chi è ipovedente.
Non stiamo parlando di una strada in un paesino sperduto in collina o in montagna, ma del centro di Pistoia. L’associazione Dis. Attiva-Disabilità Attiva, insieme all’associazione Aisla (sclerosi laterale amiotrofica), coadiuvata da Croce Verde e Polizia municipale, ha organizzato il secondo percorso di questo anno per evidenziare le barriere architettoniche che la nostra città purtroppo offre. E non sono certo poche.
Partendo da piazza della Resistenza il percorso ha proseguito su corso Silvano Fedi: pur essendo pochi metri di strada gli ostacoli sono già tanti. Marciapiedi sconnessi senza scivoli, strisce pedonali pressoché assenti, biciclette, macchine motorini parcheggiati ovunque che impediscono il passaggio, solo per fare qualche esempio.
«In città non c’è nemmeno un semaforo per ipovedenti, per non parlare delle piante poste in mezzo alle strade dove le persone con qualche difficoltà ci possono inciampare, macchina parcheggiate ovunque, marciapiedi inutilizzabili con una carrozzina –spiega Giancarlo Naldoni di Dis. Attiva– la nostra intenzione è fare questi incontri più spesso, per sensibilizzare le persone e l’amministrazione comunale. Peccato che stavolta della giunta non ci sia nessuno».
Arrivando in piazza Garibaldi si può notare che per le persone in carrozzina accedere alla piazza diventa quasi impossibile: ci sono gradini ovunque e non ci sono scivoli. Solo da un lato si può “entrare”: ma per chi volesse riposarsi sulle panchine (per di più senza braccioli) ci sono altri gradini da sostenere. I bidoni dell’immondizia (quelli piccoli che in genere ci sono nei centri storici) sono rivolti verso il passaggio pedonale, diventando un ostacolo. «In questa città non ci si viaggia proprio oppure si viaggia a rischio –commenta Andrea Salvietti, che si muove sulla carrozzina– ci tocca camminare in mezzo alla strada, spesso non ci sono marciapiedi, come in viale Adua per esempio, dove l’unico punto percorribile è la ciclabile ma ricoperta di ghiaino».
Le macchine sono parcheggiate ovunque, continua Salvietti, è bene sensibilizzare il Comune affinché faccia qualcosa. Il percorso è poi proseguito in via Carratica e in via Frosini, per finire al bar-pizzeria La Scarpetta. «È uno dei pochi locali in cui i disabili possono accedere –commenta Naldoni– nella maggior parte dei bar del centro per raggiungere i servizi igienici occorre salire diversi gradini. Impossibile per chi si trova su una carrozzina».
Intanto Dis. Attiva sta già organizzando il prosismo percorso per le vie della città, presumibilmente alla fine di maggio.
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