Il Tirreno

Pistoia

Giuliano Sichi condannato a otto anni

di Fabio Calamati
Giuliano Sichi condannato a otto anni

Concluso il processo per il maxi-ammanco alla Comunità Montana. L’ex contabile era accusato di peculato e falso ideologico

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Otto anni di reclusione. Sono le 16,50 di ieri quando il presidente del collegio Luca Gaspari comincia a leggere la sentenza che condanna l’ex economo della Comunità Montana Appennino pistoiese, Giuliano Sichi, 63 anni, accusato di peculato e falsità ideologica in atti pubblici. È l’atto finale (per ora) della lunghissima vicenda del maxi-ammanco nei conti della ormai disciolta Comunità Montana, un caso esploso nel marzo 2011 quando lo stesso Sichi, allora assessore al turismo e alla cultura nella giunta di centrodestra di Cutigliano, si dimise improvvisamente. Una vicenda che ha coinvolto politici e tecnici della ex Comunità, che ha visto in campo perizie, sentenze della Corte dei conti, polemiche a non finire e che vede ancora in vita un processo “parallelo”, in cui sono sotto accusa i dirigenti dell’ex Comunità, responsabili bancari e sindaci revisori coinvolti, secondo l’accusa, nei maneggi di Giuliano Sichi.

Sì, perché al centro della vicenda c’è indiscutibilmente sempre lui, per anni economo e cassiere della Comunità montana. Sichi era accusato di aver sottratto alle casse dell’ente, in dieci anni, oltre un milione di euro, sfruttando “artifizi contabili ovvero falsi documentali di vario tipo” riguardanti mandati di pagamento, ricavi dalla vendita di legna da ardere, rimborsi Inps e così via. Truccando, per coprire le operazioni illecite, i bilanci della Comunità e i conti consuntivi, di cui lui stesso attestava la regolarità (di qui le accuse di falsità ideologica). Le indagini della Finanza e della procura, limitate agli anni dal 2001 al 2011, hanno consentito di ipotizzare un ammanco di un milione 143.000 euro; ma il primo a cercare di far luce sulla vicenda, il perito Luca Eller Vainicher, incaricato dalla stessa Comunità montana, esaminò un periodo più lungo e ipotizzò un ammanco ancora più grande.

Da parte sua, Sichi ha sempre respinto le accuse di essersi appropriato dei soldi pubblici, sostenendo che i documenti in Regione e in Banca d’Italia dimostrano la correttezza del suo comportamento.

All’udienza del 4 maggio il pm Luigi Boccia aveva concluso la sua requisitoria chiedendo per Sichi una pena di 9 anni. Ieri la condanna è stata di 8 anni, a cui bisogna sommare la confisca di beni per un valore di 546.434 euro, il risarcimento per le parti civili (in sotanza i sei Comuni montani più Regione e Provincia) fissato in 120.000 euro complessivi e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una pena pesante, addolcita solo dall’assoluzione per due dei cinque casi di peculato presenti nel capo di imputazione. E dal riconoscimento dell’avvenuta prescrizione per tutti i possibili reati compiuti prima del primo giugno 2005. Presente in aula al momento della sentenza, Giuliano Sichi è apparso scosso dalla decisione del tribunale, ma ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione.

La camera di consiglio dei giudici è durata meno di un’ora. Nella prima parte dell’udienza di ieri, si era riparlato della richiesta – avanzata dall’avvocato di Giuliano Sichi, Pamela Bonaiuti, di revocare le costituzioni di parte civile dei Comuni “fusi” due anni fa, vale a dire Cutigliano e Abetone e San Marcello e Piteglio. Ciascun Comune aveva richiesto di potersi costituire parte civile, ma i nuovi enti nati dalle due fusioni – questo l’argomento dell’avvocato – non hanno dimostrato in alcun modo formale di voler “ereditare” le scelte precedenti. Il tribunale, però, ha respinto la richiesta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web