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Trafficante di droga arrestato in un vivaio

Trafficante di droga arrestato in un vivaio

Nei confronti di Franco Biagini pende una richiesta di estradizione dal Perù. Rischia sino a 20 anni

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CANTAGRILLO. È stato arrestato ieri mattina dai poliziotti della Squadra mobile diretta dal vicequestore Antonio Fusco, nell’abitazione vicino al vivaio di Cantagrillo dove lavorava come operaio.

All’operazione hanno partecipato agenti della Mobile di Firenze e di quella di Reggio Calabria. Franco Biagini, 59 anni, un passato da narcotrafficante “di elevato spessore”, come ricordano gli inquirenti, rischia l’estradizione in Perù e fino a 20 anni di reclusione. Il 20 febbraio 2013, infatti, la Sala penale nazionale dello Stato sudamericano ha emesso un mandato di arresto per il reato di traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravato. Un reato punito dal Codice penale peruviano con una pena massima edittale di 20 anni di reclusione. Il nome di Biagini era inserito tra quelli a “diffusione rossa” (ricercato con priorità alta) dal servizio Interpol di Roma, dopo la richiesta di estradizione internazionale emessa dalle autorità peruviane nel marzo 2013.

«Mi riservo di rilasciare dichiarazioni appena avrò parlato col mio assistito e avrò accesso agli atti», afferma l’avvocato Ugo Ronchi, difensore di fiducia di Franco Biagini. «La richiesta di estradizione – spiega – è relativa ai fatti per cui è stato arrestato nel 2008». Con l’alias di Guido Fabrizi, si ritiene che Biagini teneva in quegli anni contatti con il mercato sudamericano della cocaina. Era già stato arrestato nel 2004 dalla Mobile di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Zappa”.

L’8 febbraio 2008, nell’operazione “Zappa 3” lo stesso Biagini e un suo compagno di cella a Prato furono arrestati in una villetta a Montecatini, mentre stavano per darsi alla fuga. Nel corso del blitz la Mobile recuperò 45mila euro e 7 chili di cocaina. Altri 47 erano stati sequestrati a tre corrieri all’aeroporto di Lima. «Il mio cliente ha trascorso diversi anni in carcere e la sua posizione in merito a quei fatti è archiviata». La posizione con la giustizia italiana, non con quella del Perù. Adesso la Corte d’Appello di Firenze dovrà esprimersi sulla richiesta d’estradizione. (t. g.)



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