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Pistoia

La pista ciclabile dedicata a Gino Bartali

La pista ciclabile dedicata a Gino Bartali

Grande campione sportivo ed eroico nella sua attività a favore degli ebrei perseguitati dai nazisti

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AGLIANA. È stato inaugurato ieri in piazzetta Caruso, alla presenza della nipote del campione, Gioia, di alcuni ex atleti e di una rappresentanza della Federazione Ciclistica Italiana, il percorso ciclopedonale di Agliana intitolato a Gino Bartali. Alla cerimonia hanno preso parte la vicesindaca Luisa Tonioni, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere Massimo Baldi (Pd).

Il percorso che, per ora, si estende dalla Scuola di via don Milani a Spedalino fino al Parco Pertini è completamente segnalato e già fruibile da tutti. Con l'intitolazione, oltre a conferirgli la dignità dovuta, si vuole aumentarne sia la visibilità che la fruibilità da parte dei residenti. Di seguito alcune note per ricordare la figura di Gino Bartali a cui verrà intitolata l'opera.

Ìncontestato campione del ciclismo italiano, vincitore di tre Giri d’Italia, due Tour deFrance oltre che di numerose altre corse tra gli anni ‘30 e ‘50, il nome di Gino Bartali non ha certo bisogno di particolari presentazioni. Ma oltre che per il suo indiscutibile valore sportivo, il Comune di Agliana ha voluto dedicargli la pista ciclabile soprattutto per i meriti umani di Bartali.Il grande campione nato a Ponte a Ema e morto a Firenze nel 2000, è infatti tornato agli onori della cronaca per la scoperta, dopo la sua morte, dell’impegno che aveva profuso negli anni della Seconda Guerra Mondiale a favore della popolazione ebrea.Lo stesso Bartali infatti salvò oltre 800 persone di origine ebraica trasportando per oltre 370 km in un solo giorno, nel tubo della sua bicicletta, documenti falsi da Assisi, dove esisteva una stamperia clandestina, a Firenze dove il vescovo distribuiva tali documenti agli ebrei per permettere loro di espatriare.

Finché era in vita, Bartali non aveva mai raccontato questa storia di coraggio e abnegazione non comuni: riteneva infatti che il bene fatto fosse copenso sufficiente alle sue azioni.Inutile dire che la scoperta della sua attività, qualche anno dopo la morte, suscitò un’ondata unanime di commozione e di gratitudine, fino al conferimento a Bartali, nel 2006, da parte del Presidente della Repubblica Italiana, della medaglia al valor civile. Non solo: il nome del campione toscano venne inserito, nel 2012, tra i “Giusti tra le nazioni” dallo stato di Israele.



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