Il presidio
Ecm punta ai mercati internazionali
L’ad Paolo Covoni: il supporto finanziario di Caterpillar consentirà l’espansione all’estero, ma il marchio resterà italiano
CANTAGRILLO. Il marchio resterà Ecm. Lo annuncia il pratese Paolo Covoni, dal primo marzo amministratore delegato dell’azienda di segnalamento e sicurezza ferroviaria con sede a Cantagrillo, forse il pezzo più pregiato del distretto industriale pistoiese che ruota attorno al mondo ferroviario. Ecm è stata acquisita a gennaio dal colosso Usa Caterpillar tramite Progress Rail, la società del gruppo che si occupa di treni. «Sappiamo tutti come sono stati trattati gran parte dei marchi italiani passati in mano straniera. Il nostro è un messaggio importante, vogliamo approcciare il mercato mondiale come Ecm. Un brand italiano, con tutte le ricadute positive che avrà sul territorio. Per questo abbiamo ampliato il portafoglio prodotti».
Il mantenimento del marchio è una promessa fatta ai fratelli Mario e Roberto Cappellini, che hanno gestito sio a gennaio l’impresa fondata 60 anni fa dal padre, Giulio Cappellini. Se Caterpillar ha avuto via libera – dopo una trattativa complessa portata avanti sin dal 2016 dallo studio Michelotti, Bonechi e associati – è perché la multinazionale americana ha dimostrato di puntare a far crescere l’azienda pistoiese, e non a saccheggiarla degli asset pregiati, salvo poi lasciare a Cantagrillo solo un capannone.
Seduto al fianco di Covoni nella Sala riunioni dell’Ecm, Mario Cappellini non nasconde una certa emozione. Non è stato facile decidere di cedere il passo. E non perché Ecm sia una realtà in crisi. A differenza di AnsaldoBreda, rilevata nel 2015 dai giapponesi di Hitachi dopo 15 anni di bilanci in rosso, Ecm è un gioiello di efficienza: 100 milioni di ricavi nel 2016, fatturato in crescita del 30%, utili a quota 14, 5 milioni di euro. E 193 dipendenti, di cui 15 nella filiale di Genova che si occupa di ricerca e sviluppo.
Ai lavoratori di Cantagrillo si aggregheranno, entro poche settimane, i 15 dipendenti di Progress Rail che attualmente si trovano a Firenze. I Cappellini resteranno almeno un paio d’anni in azienda, ma intanto il management è cambiato: al nuovo presidente del cda, Kim Hyung, si è unito il primo marzo Paolo Covoni, manager nato a Prato ma, come ricorda nella conferenza stampa di presentazione, «con venti anni di nomadismo professionale all’estero». Ha sette anni di esperienza in Alcatel, 15 in Alstom e 7 in Bombardier: «Ecm – sostiene – è un’opportunità che non potevo rifiutare. Per la vicinanza con casa e perché i prodotti sviluppati sono un’eccellenza mondiale».
La scelta di vendere il 100 per cento del capitale a Progress Rail fu presentata a gennaio da Mario e Roberto Cappellini come una via obbligata per garantire all’azienda un futuro solido, in un mercato del settore ormai dominato da multinazionali enormemente più grandi (Progress Rail, ad esempio, ha 7mila dipendenti). Ed uscire dai confini nazionali.
Ecm produce il 98% dei sistemi di alimentazione degli impianti di segnalamento italiani, oltre alla produzione di segnalamento a led, ai sistemi di sicurezza per frenare automaticamente i treni e ai sistemi di movimentazione dei convogli nelle stazioni. Ma produce per l’Italia. I numeri parlano chiaro: 95% Italia, 5% estero. Includendo nell’estero Paesi quali l’Egitto (per i passaggi a livello), Finlandia, Romania e Croazia (segnali e sistemi di alimentazione).
«Il nostro riferimento – afferma Covoni – sarà sempre Rete ferroviaria italiana, cliente che ci ha consentito di crescere sin dagli anni ’60». Detto questo, il percorso dei prossimi mesi è tracciato: «Dobbiamo evolverci e strutturarci per il mercato estero. Abbiamo piani ambiziosi, che riteniamo di poter portare a termine».
Alla domanda se stia nascendo a Pistoia un polo legato al settore ferroviario con Hitachi, Caterpillar ed Ecm, Covoni risponde che «qui ci sono cultura, competenze, tecnologia e indotto. Il polo ferroviario esiste già, ed è un riferimento a livello mondiale».
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