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Scuola di musica in 6 sotto processo: il gup assolve tutti
MONTALE. Erano finiti sotto inchiesta dopo un esposto presentato in procura da parte di alcuni consiglieri comunali di opposizione. Nel mirino, l’affidamento della gestione della Scuola di musica...
MONTALE. Erano finiti sotto inchiesta dopo un esposto presentato in procura da parte di alcuni consiglieri comunali di opposizione. Nel mirino, l’affidamento della gestione della Scuola di musica comunale di Montale per il triennio 2014-2017. Ieri mattina, dopo quasi due anni di indagini, i sei componenti della commissione aggiudicatrice – accusati di turbata libertà degli incanti e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici – sono stati assolti dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. La pm Luisa Serranti aveva chiesto la condanna per tutti.
Sul banco degli imputati erano finiti Claudio Ghelardini, in qualità di presidente di una prima commissione giudicatrice, Raffaella Ruggieri, segretaria della stessa, e Gianni Landroni ed Elisabetta Fabbri, in commissione assieme a loro. Imputate anche Elena Logli e Giulia Nuti, componenti in una successiva commissione assieme allo stesso presidente Ghelardini.
I primi 4 erano finiti sotto accusa per l’affidamento a trattativa privata della gestione della scuola di musica avvenuto il 18 novembre 2014. La procura sosteneva che avessero voluto favorire l’assegnazione all’Associazione Teatrale Pistoiese, non escludendola dalla gara nonostante dei vizi nell’offerta presentata (la gara fu poi annullata dal Comune con un atto di autotutela). E anche che avessero compiuto un falso nel riportare a verbale la dichiarazione della rappresentante di un altro soggetto che aspirava all’affidamento della gestione.
Per le ultime due imputate era stata invece chiesta la condanna in relazione alla successiva gara, quella del 2 gennaio 2015, in cui erano componenti della commissione giudicatrice presieduta sempre da Ghelardini. Anche il questo caso il pm riteneva che non avessero rispettato il disciplinare di gara per favorire l’Atp, riportando poi in modo errato nel verbale le contestazioni da parte della stessa concorrente esclusa.
Per la prima gara, i primi 4 imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste dall’accusa di turbativa e perché il fatto non sussiste da quella di falso. Per la seconda gara l’assoluzione è stata con la formula “perché i fatti non sussistono”.
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