Il Tirreno

Pistoia

La "Fabbrica del verde" ha bisogno di accelerare

di Fabio Calamati
La "Fabbrica del verde" ha bisogno di accelerare

Più collaborazione, investimenti in innovazione e la scommessa sull’ambiente Successo dell’incontro organizzato dal Tirreno a Palazzo dei Vescovi

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PISTOIA. I vivaisti pistoiesi hanno di fronte grandi sfide. Hanno resistito meglio di altri settori alla crisi mondiale e oggi sono i leader delle vendite all’estero targate Pistoia. Ma per crescere ancora devono percorrere strade nuove, aggredire i mercati, investire in innovazione, cercare un ruolo da protagonisti nella grande partita dello sviluppo sostenibile.

Tutto ciò è emerso chiaramente nel corso dell’incontro “Vivaismo, la fabbrica del verde”, organizzato dal “Tirreno” ed ospitato nell’Antico Palazzo dei Vescovi, in coincidenza con l’uscita di “Toscana Economia”, il mensile che il nostro giornale dedica ai temi dell’economia e che questa volta si è occupato in modo approfondito proprio del vivaismo. Due ore di dibattito sollecitato dalle domande del direttore del “Tirreno” Luigi Vicinanza, al quale hanno assistito, tra gli altri, tecnici del settore (Niccolò Begliuomini, Andrea Massaini), dirigenti di associazioni (Simone Ciampoli di Coldiretti, Sandro Orlandini della Cia), parlamentari come Patrizio La Pietra (Fratelli d’Italia) e sindacalisti come Gessica Beneforti (Cgil).

Tutti gli imprenditori interevenuti si sono detti d’accordo sul fatto che i segnali della ripresa economica ormai si avvertono chiaramente tra i vivai. Questo non vuol dire che i problemi non ci siano. «I prezzi – ha esemplificato Fabrizio Tesi, presidente del Giorgio Tesi Group e di Coldirretti – dei nostri prodotti non sono adeguati ai costi crescenti con cui dobbiamo fare i conti. La nostra unica forza è la qualità del prodotto fatto alla nostra maniera: solo rimanendo uniti e compatti possiamo andare avanti». Anche Andrea Zelari (vicepresidente dell’Associazione vivaisti italiani) ha ammesso che quella dei prezzi è una guerra continua. «È chiaro che se comprando in Spagna si spende meno, in tanti andranno in Spagna anche se i nostri prodotti sono migliori, perché noi da sempre ci mettiamo la passione».

Ma la passione rischia di non bastare più: oggi c’è da fare i conti con l’innovazione tecnologica, il marketing, le nuove opportunità che la crescente attenzione mondiale verso l’ambiente offre alla “fabbrica del verde”. «Dobbiamo essere visti come allevatori di esseri viventi – ha detto Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico – che contribuiscono ad abbattere l’inquinamento. E così a regalare più bellezza al mondo che ci circonda». È un salto culturale che anche i committenti del verde – ad esempio le pubbliche amministrazioni – sono chiamate a fare. «Se negli appalti il verde è sempre un fatto residuale e predomina il favore per il massimo ribasso, ecco che è difficile che la qualità sia premiata» ha osservato ancora Mati.

La necessità di cambiare, lavorare per obiettivi comuni, innovare, incontra certo ostacoli – tutti gli intervenuti l’hanno ammesso, parlando ad esempio delle difficoltà incontrate ad introdurre un marchio di qualità – ma è tanto più necessaria oggi in quanto l’economia sta tirando. Il concetto l’ha ribadito più volte il direttore generale della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia Umberto Alunni, sottolineando che le aziende che più investono in innovazione sono poi quelle che resistono meglio alla crisi.

Il sindaco Alessandro Tomasi ha sottolineato la volontà della sua amministrazione di stare accanto al mondo del vivaismo, in un «rinnovato rapporto di fiducia». E proprio sulla necessità di avere un verde pubblico adeguato e rinnovato anche a Pistoia è intervenuto il consigliere comunale di Forza Italia Centristi per l’Europa Giampaolo Pagliai. Un altro consigliere comunale, Iacopo Vespignani (Pistoia concreta) ha chiesto se gli imprenditori più grandi stanno davvero facendo rete e cercando di fare da traino per le altre aziende. Mentre Alessandra Caponi (Associazione invalidi sul lavoro) ha chiesto (e ottenuto) rassicurazioni sulla sicurezza del lavoro nei vivai.

Stefano Morandi (presidente della Camera di commercio) ha infine esaltato la forza e l’importanza della filiera .

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