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«La montagna pistoiese deve essere area disagiata»
A vuoto anche l’ultimo incontro: la richiesta delle amministrazioni locali e della Consulta della salute non ha ancora ottenuto una risposta da parte della Regione Toscana
SAN MARCELLO. La Regione Toscana tiene ancora in sospeso la montagna pistoiese per decretarla area disagiata. L’incontro di lunedì scorso in Regione tra i sindaci Diego Petrucci (Abetone-Cutigliano) e Luca Marmo (San Marcello-Piteglio) e i rappresentatati della Consulta della Salute da una parte e l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e il direttore generale della Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese ad altri referenti Asl dall’altra parte, non hanno dato i frutti sperati. E le reazioni non si sono fatte attendere da più fronti. «La Regione Toscana ha avviato una riflessione-ha spiegato il sindaco Luca Marmo-e noi, forti della petizione popolare e dei mandati che ci hanno dato i cittadini e sviluppato nei due consigli comunali congiunti-abbiamo chiesto all’ente regionale una risposta scritta in cui si chiarisca quale strada vuole adottare. Dall’altra parte-aggiunge Marmo-c’è stata la richiesta da parte loro di impegnare la Consulta della Salute a presentare una relazione dettagliata sulle criticità che possono essere presenti al Piot di San Marcello». «La nostra area-dice il presidente della Consulta della Salute Emiliano Bracali-crediamo che rientri in ciò che afferma il decreto Balduzzi, da noi c’è bisogno di un vero pronto soccorso. In altre aree della Regione è stato applicato».«Dopo aver appreso le risultanze dell’incontro con l’assessore al diritto alla salute Saccardi-scrive Venusia Ducci, capogruppo consiliare “Futuro Civico”-la Regione persiste nel prenderci in giro. Se avessero voluto fare qualcosa (nel rispetto della legge) avrebbero manifestato un si netto. La legge è legge ed alla nostra montagna spetta la dichiarazione di area disagiata con tutto quello che ne consegue per il pronto soccorso». Se la risposta sarà negativa Ducci è pronta ad agire in ogni sede che la legge le consente, sperando nell’appoggio della cittadinanza. «Le giustificate richieste provenienti, da più settori, dalla montagna pistoiese-afferma Manuel Vescovi, consigliere regionale e neo senatore della Lega-sono la chiara testimonianza di quanto sia sentita dai cittadini l’assenza di un pronto soccorso pienamente operativo. Considerate le periodiche criticità riscontrate all’ospedale di Pistoia ed i tempi di percorrenza per raggiungerlo-rileva il consigliere-è fondamentale che, anche in zone distanti dalle città le persone possano godere di una completa assistenza sanitaria». Fermo sulla volontà di volere l’area disagiata anche il capogruppo di minoranza consiliare Carlo Vivarelli per il Partito Indipendentista Toscano. «Il riconoscimento da parte della Regione della montagna pistoiese come area disagiata è obbligato. Chiederemo in sede della Consulta per la Salute, che è un grave errore sottovalutare come perdita di tempo, il ripristino della piena potenzialità, così come era nel passato, di quello che dovrà tornare ad essere l’ospedale di San Marcello, Chiederemo-scrive Vivarelli– che un Pronto Soccorso sia in futuro presente anche ad Abetone, viste le decine di migliaia di presenze che nella nostra località sciistica si registrano in inverno. Attendiamo inoltre pronta risposta circa le progettualità da mettere in opera per rinnovare gli impianti idraulici ed elettrici del Pacini di San Marcello P. se, in assenza della quale ci sarà chiaro che la vera intenzione è chiudere il nostro “ospedale”». Anche il Crest ha inviato al Ministero della Salute un documento per segnalare le criticità relative all’assistenza sanitaria ospedaliera e dell’emergenza urgenza nelle aree interne disagiate, montane ed insulari toscane.
Carlo Bardini
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