Il Tirreno

Pistoia

In carcere dopo 15 anni di soprusi

In carcere dopo 15 anni di soprusi

Picchiata e minacciata di morte dal marito per l’ennesima volta trova la forza di chiedere aiuto alla polizia e scatta l’arresto

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PISTOIA. Per quindici anni ha subito senza reagire. Botte, minacce, soprusi di ogni genere. Nonostante i familiari la esortassero a lasciare quell’uomo che fin dall’inizio del matrimonio si era dimostrato violento. Lunedì mattina, la paura, l’esasperazione, lo sfinimento hanno avuto la meglio sull’amore. E la donna è andata in questura per chiedere aiuto. Ma quando è tornata a casa dopo aver presentato querela, la furia del marito si è presentata di nuovo: è stata picchiata e minacciata di morte con un coltello da cucina. Questa volta però l’uomo – un disoccupato albanese di 34 anni – non aveva fatto i conti con i poliziotti della Squadra volante, che, accorsi sul posto, lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e minacce nei confronti della moglie. E mentre lui è stato portato in carcere su disposizione della procura, la donna – trentenne italiana – è stata accompagnata al pronto soccorso.

Una storia di violenze che, come detto, andava avanti da quindici anni quella che ha avuto come teatro un’abitazione della periferia di Pistoia. Almeno secondo i primi accertamenti condotti dalla polizia, che ha comunque raccolto anche le testimonianze dei familiari della vittima, che hanno confermato il racconto di quest’ultima. Le violenze erano iniziate subito dopo il matrimonio e non sarebbero cessate neanche quando la donna aveva comunicato al marito il proprio stato di gravidanza. Anzi, secondo quanto emerso, la notizia avrebbe provocato una recrudescenza di tali atteggiamenti violenti, finalizzati, forse, anche a provocare a suon di botte un’interruzione della gravidanza stessa.

E la situazione non sarebbe cambiata neanche con la nascita del figlio: anzi, il bambino stesso, secondo la polizia, sarebbe stato a sua volta vittima di offese e percosse nel corso degli anni. Oltre che ad essere continuamente costretto ad assistere alle violenze contro la mamma.

Come accaduto lunedì pomeriggio, quando la donna aveva fatto ritorno dalla questura. Era stata lei stessa, dopo essere stata addirittura minacciata di morte con un coltello da cucina, a chiedere aiuto a 113. Quando i poliziotti della Squadra volante sono arrivati, il 34enne albanese era in strada, in procinto di allontanarsi. Ma sono riusciti a bloccarlo e a portarlo in questura. La moglie è stata invece accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di 5 giorni per le tante contusioni riportate nell’aggressione.

Gli uomini della Volante hanno poi perquisito l’appartamento della coppia, trovando e sequestrando, tra l’altro, una pistola scacciacani (con 53 cartucce a salve) a cui era stato tolto il tappo rosso in modo da renderla in tutto e per tutto uguale a quelle vere in dotazione alla polizia. Scoperti inoltre diversi oggetti preziosi, tra cui delle monete da collezione, sulla cui provenienza sono in corso ulteriori accertamenti.

L’uomo, su disposizione del pm di turno, è stato portato nel carcere di Pistoia.

Massimo Donati

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