Il Tirreno

Pistoia

«Sono dispiaciuto, voglio andare a trovarlo»

«Sono dispiaciuto, voglio andare a trovarlo»

Don Biancalani sull’incidente di sabato sera: uno choc enorme. Prendo la Pratese per andare a casa  

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PISTOIA. Il sapere che alla guida della Golf che sabato sera ha investito un ciclista di 30 anni sulla Nuova Pratese c’era lui, il parroco pro migranti, ha scatenato i commenti sui social. Lui, don Massimo Biancalani, dice di non aprire facebook da un paio di giorni. Non ne avrebbe avuto il tempo. Non ha raccontato ai suoi collaboratori quanto successo, anche se alcuni l’hanno scoperto, proprio dai social e dai siti dei giornali: «Avevo le messe ieri (domenica mattina, ndr), c’erano tante cose da fare, volevo che ci fosse tranquillità».

Quella che ha recuperato, in parte, il parroco di Vicofaro quando ieri mattina la Municipale l’ha chiamato per comunicargli il dissequestro dell’auto. «Non per l’auto, è una decisione conseguente al fatto che il ciclista non sarebbe in pericolo di vita».

«Voglio andare a trovarlo – afferma Biancalani – Sabato sera è stato uno choc enorme». L’incidente è avvenuto in un punto poco illuminato (come gran parte della strada) di via Toscana. Poco dopo il ponte sulla Brana, all’altezza del vivaio Innocenti e Mangoni, in direzione Agliana. Gheorghe Manda, 30 anni, di nazionalità rumena, domiciliato a Quarrata, non indossava secondo i rilievi della Municipale, indumenti rifrangenti per rendersi visibile, e non aveva luci posizionate sulla mountain bike. «Me lo sono visto davanti, non ho avuto la possibilità di evitarlo», Biancalani ripete le parole dette ai vigili sabato. Ha avuto paura: «Non sembrava messo bene... Ora voglio andare a trovarlo».

I commenti sui social alludevano a due cose in particolare: il luogo dell’incidente (il fatto che su via Toscana pochi mesi fa Biancalani abbia avuto un incidente in cui si è fratturato una clavicola), e il possibile stato di alterazione da alcol. Su di un possibile stato di ebbrezza si era pronunciata, già domenica, la Municipale, specificando che l’alcol test ha dato esito negativo. Mal informati da un sito online di un esito positivo al test, molti commenti hanno “cavalcato l’onda”. «Avevo passato la serata alla pizzeria del Rifugiato (che tanti pareri contrapposti ha raccolto in città, ndr). Avevo mangiato una pizza e bevuto una bottiglietta d’acqua. No – sorride – vino lo bevo solo alla messa».

L’altro punto è il luogo dell’incidente, la via Toscana appunto. Spiega il don: «Mia madre e mia zia abitano alla Ferruccia. Mia zia è invalida ormai da tempo, mia madre ha problemi di salute da un anno. Ci alterniamo – io, mio fratello e una badante – nel prendercene cura». Possibile stress per la “battaglia” che lo vede protagonista da mesi, anche per sua scelta? Afferma di no. «L’importante ora è che quel ragazzo si riprenda presto». (t. g.)

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