Il Tirreno

Pistoia

«Se non sarà fatta chiarezza l’inceneritore resterà fermo»

di Tommaso Artioli
«Se non sarà fatta chiarezza l’inceneritore resterà fermo»

Il tavolo tecnico di ieri detta la linea a Ladurner sull’impianto di Montale Non sarà riattivato finché non saranno certe le cause del guasto di venerdì

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MONTALE. «Dopo una serie di valutazioni relative alle possibili dinamiche dell’evento del 16 marzo tutti i partecipanti hanno convenuto sull’esigenza che venga prodotta da parte del gestore una relazione di dettaglio sulle varie fasi e sulle cause che hanno portato all’attuale fermo impianto». È questo l’esito del tavolo tecnico che si è svolto ieri pomeriggio a Montale, al quale hanno preso parte Asl, Arpat, Cis, il gestore dell’impianto Ladurner, oltre alle tre amministrazioni proprietarie dell’inceneritore (Montale, Agliana e Quarrata), per chiarire le cause del guasto della notte tra giovedì e venerdì. L’impianto di Montalefermo dal momento del guasto, non sarà per il momento riattivato.

«Dalla prima analisi effettuata – si legge nella nota congiunta dei sindaci di Montale e Agliana diffusa al termine dell’incontro – è plausibile attribuire a una mancata entrata in esercizio dei sistemi alternativi di produzione di energia elettrica, l’attivazione degli allarmi sulla linea vapore, che hanno prodotto la fuoriuscita della nuvola di vapore ed il rumore delle valvole di emergenza. Alla luce delle considerazioni precedenti il gestore si è impegnato a produrre una prima relazione contenente le indicazioni dell’accaduto e le proposte, di immediata attuazione, finalizzate a minimizzare il rischio del ripetersi dell’inconveniente sul sistema alternativo di produzione di energia elettrica. A seguito di questa relazione, Cis spa valuterà le tempistiche di riattivazione dell’impianto. Il gestore dovrà comunque produrre, in tempi tecnici minimi, una relazione dettagliata sulle dinamiche dell’accaduto e sulle proposte di intervento definitive, anche in considerazione delle indicazioni ricevute nell’iter di riesame dell’Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale). Resta fermo l’obbligo per il gestore di produrre i dati di natura qualitativa e quantitativa richiesti da Arpat durante le visite effettuate il 16 marzo e ieri».

I sindaci di Montale ed Agliana convocheranno, inoltre, una commissione consiliare congiunta non appena saranno arrivate la relazione dettagliata del gestore e le valutazioni di Arpat.

I FATTI. L’inceneritore si era fermato nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 marzo quando, a cavallo della mezzanotte, anche a distanza in molti avevano avvertito un boato mentre dall’impianto si levava una nube di vapore acqueo. Il rumore aveva preoccupato e spinto molte persone a raggiungere via Tobagi per capire cosa stesse accadendo, mentre sui social network si inseguivano le ipotesi. Quella di venerdì è stata la giornata delle prime ricostruzioni, non senza colpi di scena. L’ipotesi che attribuiva al distacco della corrente elettrica il blocco dell’impianto, è stata messa in discussione da E-Distribuzione, società del Gruppo Enel, che fa sapere di «non aver avuto alcun distacco della linea di media tensione a Montale, ma solo un abbassamento di pochi secondi senza alcuna interruzione di energia elettrica», mentre Ladurner parla di «impianto andato in stato di fuori servizio per un problema al ciclo vapore». Che qualcosa di imprevisto sia accaduto durante l’arresto dell’inceneritore lo conferma Arpat, che non ritiene probabile emissioni pericolose. Sabato, infine, la partecipata dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata, Cis spa, proprietaria dell’inceneritore, comunica a Ladurner che per procedere alla riattivazione dell’impianto dovrà attendere l’autorizzazione della proprietà. Autorizzazione che arriverà solo quando le cause del guasto saranno chiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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