Il presidio
Cause non ancora chiare: l’inceneritore di Montale resta fermo
Il Cis vuole dal gestore Ladurner una relazione completa su ciò che è accaduto nella notte fra il 15 e il 16 marzo
MONTALE. L’inceneritore di Montale rimarrà fermo fino a quando non saranno chiare le cause del blocco che si è verificato nella nottata tra giovedì 15 e venerdì 16 marzo.
Per procedere con la riattivazione, il gestore dell’impianto – la società Ladurner – dovrà attendere l’autorizzazione da parte del Cis Spa (società partecipata dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata, proprietari dell’impianto) che prima però vuole capire come sono andate le cose.
È questo il senso di quanto comunicato ieri alla stessa Ladurner con la lettera in cui Cis, in accordo con il Comune di Montale, invita, inoltre, il gestore a “relazionare sui problemi occorsi, sulle decisioni assunte per la loro risoluzione e sulle procedure attuate”.
Tradotto: tutto resta fermo finché il giallo non verrà chiarito.
Perché di giallo per adesso si tratta, dal momento che nelle ore successive al blocco si sono rincorse ipotesi diverse sulle cause e la dinamica degli eventi. Subito dopo il guasto sembrava che il blocco dell’inceneritore fosse dovuto al distacco dell’energia elettrica.
Ipotesi, questa, messa in discussione nella serata di venerdì da E-Distribuzione, società del Gruppo Enel, che ha fatto sapere di «non aver avuto alcun distacco della linea di media tensione a Montale, ma solo un abbassamento di tensione di pochi secondi senza alcuna interruzione di energia elettrica».
Nella lettera inviata venerdì mattina alla Regione Toscana, all’Arpat, all’Asl e al Cis, la Ladurner ha parlato solo di “impianto andato in stato di fuori servizio per un problema al ciclo vapore».
Intanto, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), dopo il sopralluogo svolto all’inceneritore di via Tobagi sempre nella giornata di venerdì, ha spiegato che in conseguenza del guasto la combustione si è arrestata in “modo anomalo”, con i rifiuti incombusti che sono rimasti all’interno del forno.
L’Arpat ha inoltre richiesto le registrazioni dei dati di impianto e ha prelevato campioni di ceneri dai filtri del camino per ulteriori valutazioni.
Quindi ha specificato che, sulla base della ricostruzione fata al momento dal gestore, «non ci si attende che l’impianto abbia dato luogo a emissioni significative durante la marcia anomala, poiché l’arresto dei ventilatori riduce quasi a zero la portata dei fumi».
Se da una parte, dunque, l’Arpat non prospetta la possibilità che ci siano state delle emissioni pericolose in atmosfera, dall’altra afferma che qualcosa di imprevisto è avvenuto durante l’arresto dell’inceneritore.
Allo scopo di chiarire il quadro della vicenda, il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, ha convocato un tavolo tecnico che si terrà domani pomeriggio alle 16 in palazzo comunale. All’incontro, al quale prenderanno parte la Regione, Asl, Arpat, Cis, oltre ai rappresentanti delle tre amministrazioni proprietarie dell’inceneritore (Montale, Agliana e Quarrata), è stata richiesta la partecipazione di Ladurner.
«Come amministrazione – spiega il sindaco Betti – stiamo seguendo ogni sviluppo. Aspettiamo gli esiti del tavolo tecnico e delle ulteriori verifiche che sono in corso».
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