Italia
«Fatto increscioso, ma il coltello non c’entra»
«Quello che è accaduto ieri (venerdì, ndr) a Ramini è un fatto increscioso, lo dico subito. Ma quando 15-20 ragazzi sono costretti a una convivenza forzata, sono cose che a volte succedono. Sono...
«Quello che è accaduto ieri (venerdì, ndr) a Ramini è un fatto increscioso, lo dico subito. Ma quando 15-20 ragazzi sono costretti a una convivenza forzata, sono cose che a volte succedono. Sono ragazzi come i nostri, anche tra loro ci sono antipatie e gelosie. E fatti del genere non è neanche la prima volta che succedono. E non c’è assolutamente da avere paura».
Don Massimo Biancalani (nella foto), parroco di Vicofaro e Ramini, impegnato in prima fila per l’accoglienza ai migranti, ci tiene a puntualizzare come sono andate le cose nell’episodio che ieri, sabato, ha riportato sui giornali alcuni dei suoi ospiti.
Si è trattato di un litigio tra due ragazzi, uno del Mali che stava occupando un bagno della struttura di accoglienza di Ramini e un altro, un nigeriano, che pretendeva di entrare. I due hanno litigato e sono venuti alle mani, il nigeriano ha avuto la peggio ed è rimasto ferito sopra un occhio. L’operatore presente nella struttura ha subito chiamato la polizia ed ha anche parlato di un coltello che era in mano al nigeriano. Il quale è stato accompagnato all’ospedale ma si è anche preso una denuncia per minacce aggravate.
«Il coltello – precisa don Massimo – non è entrato nel diverbio. La ferita al volto del ragazzo nigeriano è stata provocata da un pugno. E quest’ultimo, quando si è accorto della ferita, si è arrabbiato e ha preso il coltello. Ma passato quel momento, è tutto finito. Ieri sera (venerdì, ndr) i due hanno mangiato insieme».
Insomma, il coltello ad un certo punto è comparso nelle mani di uno dei due litiganti, ma non sarebbe mai stato usato, secondo quello che risulta al sacerdote.
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