Il Tirreno

Pistoia

Le 60 lavoratrici della Defi “assediano” Confindustria

di Tommaso Artioli
Le 60 lavoratrici della Defi “assediano” Confindustria

La protesta delle operaie messe alla porta dall’accordo con la finanziaria Usa. Fischi e applausi ironici a Federico Pratesi, titolare dell’azienda di Casalguidi

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PISTOIA. «Lavoro, lavoro, lavoro!». È il grido che si levava alto, ieri mattina, dal presidio delle lavoratrici della Defi (ex Casatex) davanti alla sede di Confindustria in piazza Garibaldi a Pistoia. Una crisi, quella dell’azienda di biancheria del marchio Pratesi con sede a Ponte Stella, che vede a rischio quasi 60 post, dopo l’accordo trovato dalla proprietà per la cessione a una finanziaria con sede negli Stati Uniti.

Diversamente da quanto chiesto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, l’accordo di cessione prevede la ricollocazione, in una nuova società con caratteristiche creative e commerciali di 6 impiegati al massimo, escludendo le lavoratrici della produzione: poco meno di 60 tra interne allo stabilimento e “a domicilio”.

Se l’operazione, da un lato, permette la chiusura del concordato evitando il fallimento delle aziende del marchio Pratesi, dall’altro non salva i posti di lavoro legati alla produzione, che si avvia ad essere esternalizzata. La situazione è di fatto peggiorata rispetto al 19 febbraio, quando le stesse lavoratrici avevano manifestato di fronte ai cancelli di Ponte Stella per chiedere garanzie sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento, dopo che la proprietà aveva fatto sapere di voler dare continuità alla produzione interna allo stabilimento.

La protesta si è così rinnovata ieri di fronte alla sede di Confindustria mentre era in corso l’incontro dei sindacati con il titolare della Defi, Federico Pratesi, al quale sono stati indirizzati fischi e applausi ironici. La proprietà, già nei giorni scorsi, aveva avanzato l’ipotesi di auto organizzazione delle lavoratrici in cooperativa. Ipotesi respinta perché, spiegano i sindacati, «scaricherebbe sui soggetti più deboli, i lavoratori, gli errori fatti negli anni dalla dirigenza».

E proprio nell’incontro di ieri, i sindacati hanno fatto appello a Confindustria per trovare un imprenditore interessato a rilevare la produzione. Soluzione questa che, oltre a salvare i posti di lavoro legati allo stabilimento di Ponte Stella, permetterebbe di mantenere le attuali maestranze che, ricordano i sindacati, con la loro professionalità hanno consentito di tenere alti gli standard qualitativi delle produzioni del marchio Pratesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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