Il presidio
Le 60 lavoratrici della Defi “assediano” Confindustria
La protesta delle operaie messe alla porta dall’accordo con la finanziaria Usa. Fischi e applausi ironici a Federico Pratesi, titolare dell’azienda di Casalguidi
PISTOIA. «Lavoro, lavoro, lavoro!». È il grido che si levava alto, ieri mattina, dal presidio delle lavoratrici della Defi (ex Casatex) davanti alla sede di Confindustria in piazza Garibaldi a Pistoia. Una crisi, quella dell’azienda di biancheria del marchio Pratesi con sede a Ponte Stella, che vede a rischio quasi 60 post, dopo l’accordo trovato dalla proprietà per la cessione a una finanziaria con sede negli Stati Uniti.
Diversamente da quanto chiesto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, l’accordo di cessione prevede la ricollocazione, in una nuova società con caratteristiche creative e commerciali di 6 impiegati al massimo, escludendo le lavoratrici della produzione: poco meno di 60 tra interne allo stabilimento e “a domicilio”.
Se l’operazione, da un lato, permette la chiusura del concordato evitando il fallimento delle aziende del marchio Pratesi, dall’altro non salva i posti di lavoro legati alla produzione, che si avvia ad essere esternalizzata. La situazione è di fatto peggiorata rispetto al 19 febbraio, quando le stesse lavoratrici avevano manifestato di fronte ai cancelli di Ponte Stella per chiedere garanzie sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento, dopo che la proprietà aveva fatto sapere di voler dare continuità alla produzione interna allo stabilimento.
La protesta si è così rinnovata ieri di fronte alla sede di Confindustria mentre era in corso l’incontro dei sindacati con il titolare della Defi, Federico Pratesi, al quale sono stati indirizzati fischi e applausi ironici. La proprietà, già nei giorni scorsi, aveva avanzato l’ipotesi di auto organizzazione delle lavoratrici in cooperativa. Ipotesi respinta perché, spiegano i sindacati, «scaricherebbe sui soggetti più deboli, i lavoratori, gli errori fatti negli anni dalla dirigenza».
E proprio nell’incontro di ieri, i sindacati hanno fatto appello a Confindustria per trovare un imprenditore interessato a rilevare la produzione. Soluzione questa che, oltre a salvare i posti di lavoro legati allo stabilimento di Ponte Stella, permetterebbe di mantenere le attuali maestranze che, ricordano i sindacati, con la loro professionalità hanno consentito di tenere alti gli standard qualitativi delle produzioni del marchio Pratesi.
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