Tagli alla paga domenicale Sciopero al Mediaworld
Domani nel negozio di Agliana la protesta contro le politiche dell’azienda Sul tavolo la chiusura del punto vendita di Grosseto e i 17 milioni di perdite
AGLIANA. Giornata di sciopero, domani, per i lavoratori del negozio Mediaworld nel centro commerciale Coop di Agliana. La mobilitazione è stata indetta in tutta Italia da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in opposizione alle decisioni di Mediamarket, società che gestisce i negozi a marchio Mediaworld. Tra queste, la chiusura nei giorni scorsi dei punti vendita di Grosseto e Milano “Stazione Centrale” e l’annuncio della cessazione del contratto di solidarietà il 30 aprile che, per i sindacati, apre la strada agli esuberi: in tutto tra i 270 e i 300 sul territorio nazionale.
Dal primo maggio, inoltre, l’azienda eliminerà la maggiorazione del 90% sulla paga domenicale dei dipendenti, passando al 30% previsto dal contratto nazionale. C’è poi la questione del trasferimento da Curno (Bergamo) a Verano Brianza (Monza Brianza) della sede amministrativa, che obbligherà circa 500 lavoratori a percorrere 100 chilometri al giorno per mantenere il posto.
In questo contesto si inserisce anche il negozio di Agliana. «Qui – spiega Alessandro Cartei (Filcams Cgil Pistoia) – per lo sciopero è previsto un elevato numero di adesioni sul totale di circa 50 dipendenti. Ci scusiamo fin da ora con i clienti per i disservizi che si verificheranno, ma questa mobilitazione è importante per i lavoratori: l’azienda non ha, di fatto, relazioni sindacali e decide tutto unilateralmente».
Molti, dunque, per i sindacati, i motivi di preoccupazione. «A luglio – ricorda Cartei – l’azienda ha detto che andava tutto bene e pochi giorni fa ha chiuso Grosseto e Milano “Stazione Centrale”. Parla di 17 milioni di perdita nel 2017 e sostiene che ogni punto vendita deve essere in utile».
«Considerato che i 17 milioni di euro di perdite non sono imputabili tutti solo a Grosseto e Milano “Stazione Centrale” – hanno fatto sapere nei giorni scorsi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – è stata chiesta all’azienda la lista dei punti vendita in perdita per avere chiarezza sulle future possibili criticità, ma si è categoricamente rifiutata di fornire informazioni».
Quindi, la decisione, ritenuta «inevitabile», di proclamare la mobilitazione nazionale, con «l’obiettivo di far retrocedere l’azienda da queste decisioni e di riportare le relazioni sindacali a un confronto costruttivo che si ponga l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni di lavoro».
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