Il Tirreno

Pistoia

Tagli alla paga domenicale Sciopero al Mediaworld

di Tommaso Artioli
Tagli alla paga domenicale Sciopero al Mediaworld

Domani nel negozio di Agliana la protesta contro le politiche dell’azienda Sul tavolo la chiusura del punto vendita di Grosseto e i 17 milioni di perdite

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AGLIANA. Giornata di sciopero, domani, per i lavoratori del negozio Mediaworld nel centro commerciale Coop di Agliana. La mobilitazione è stata indetta in tutta Italia da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in opposizione alle decisioni di Mediamarket, società che gestisce i negozi a marchio Mediaworld. Tra queste, la chiusura nei giorni scorsi dei punti vendita di Grosseto e Milano “Stazione Centrale” e l’annuncio della cessazione del contratto di solidarietà il 30 aprile che, per i sindacati, apre la strada agli esuberi: in tutto tra i 270 e i 300 sul territorio nazionale.

Dal primo maggio, inoltre, l’azienda eliminerà la maggiorazione del 90% sulla paga domenicale dei dipendenti, passando al 30% previsto dal contratto nazionale. C’è poi la questione del trasferimento da Curno (Bergamo) a Verano Brianza (Monza Brianza) della sede amministrativa, che obbligherà circa 500 lavoratori a percorrere 100 chilometri al giorno per mantenere il posto.

In questo contesto si inserisce anche il negozio di Agliana. «Qui – spiega Alessandro Cartei (Filcams Cgil Pistoia) – per lo sciopero è previsto un elevato numero di adesioni sul totale di circa 50 dipendenti. Ci scusiamo fin da ora con i clienti per i disservizi che si verificheranno, ma questa mobilitazione è importante per i lavoratori: l’azienda non ha, di fatto, relazioni sindacali e decide tutto unilateralmente».

Molti, dunque, per i sindacati, i motivi di preoccupazione. «A luglio – ricorda Cartei – l’azienda ha detto che andava tutto bene e pochi giorni fa ha chiuso Grosseto e Milano “Stazione Centrale”. Parla di 17 milioni di perdita nel 2017 e sostiene che ogni punto vendita deve essere in utile».

«Considerato che i 17 milioni di euro di perdite non sono imputabili tutti solo a Grosseto e Milano “Stazione Centrale” – hanno fatto sapere nei giorni scorsi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – è stata chiesta all’azienda la lista dei punti vendita in perdita per avere chiarezza sulle future possibili criticità, ma si è categoricamente rifiutata di fornire informazioni».

Quindi, la decisione, ritenuta «inevitabile», di proclamare la mobilitazione nazionale, con «l’obiettivo di far retrocedere l’azienda da queste decisioni e di riportare le relazioni sindacali a un confronto costruttivo che si ponga l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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