Il presidio
Rifiuti, da marzo scatta l’indennità inceneritore
Intorno ai 350.000 euro (7 a tonnellata) la cifra destinata al Comune di Montale Centrodestra: «I soldi devono essere utilizzati per abbassare la Tari ai cittadini»
MONTALE. È in arrivo l’indennità di ristoro ambientale per la presenza dell’inceneritore a Montale. L’importo che il Comune incasserà a questo titolo sarà calcolato a partire dal prossimo primo marzo: 7 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati nell’impianto di via Tobagi. Una cifra complessiva che, stando alle circa 50.000 tonnellate trattate a Montale in 12 mesi, dovrebbe aggirarsi intorno ai 350.000 euro annui.
L’assegnazione a Montale del ristoro ambientale era stata deliberata nel 2011, quando l’assemblea dell’Autorità d’ambito, Ato Toscana Centro, aveva uniformato le indennità spettanti ai diversi territori che ospitano impianti di trattamento dei rifiuti. «Si tratta di un atto – spiega oggi il consigliere del gruppo di opposizione Centrodestra Unito, Alberto Fedi – con cui per la prima volta, su insistente proposta dell’allora amministrazione da noi guidata, fu riconosciuto al Comune di Montale il diritto ad un ristoro ambientale per la presenza sul proprio territorio di un impianto di incenerimento attivo».
Una volta decisa l’assegnazione del ristoro nel 2011, per iniziare a calcolare e, successivamente, a versare l’indennità a Montale si sarebbe dovuto attendere l’entrata in attività del gestore unico, Alia Spa, che dal primo marzo sarà effettivamente titolare della concessione per il servizio rifiuti in tutto il territorio dell’Ato. Così adesso, dai banchi dell’opposizione, il centrodestra chiede con una mozione che l’attuale amministrazione Pd si impegni a destinare l’indennità per il disagio ambientale che sarà pagata al Comune di Montale (i tempi dei versamenti non sono ancora definiti) di volta in volta alla riduzione della tassa sui rifiuti Tari dell’anno successivo.
Resta poi da capire se l’intero importo per il ristoro finirà a Montale o se parte della somma potrà andare anche ai comuni vicini, in particolare Agliana e Montemurlo, che confinano con l’area in cui sorge l’impianto.
«Dal momento che Montale ospita l’inceneritore e subisce le maggiori ricadute in termini di emissioni e traffico pesante – osserva Fedi – credo che al nostro Comune debbano spettare almeno i 4/5 dei circa 350.000 euro di indennità. Chiediamo che indipendentemente dall’entità maggiore o minore dell’importo riconosciuto a Montale, il ristoro venga utilizzato per ridurre la Tari dell’anno successivo come avviene già in altri comuni. Una misura che pensiamo potrebbe portare nel nostro caso ad una riduzione di almeno il 15% della Tari che per i cittadini montalesi in questi anni è stata più alta rispetto a quella pagata altrove».
La mozione del gruppo Centrodestra Unito per Montale sarà discussa in consiglio lunedì.
Tommaso Artioli
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