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Un piano verde per il museo dei rotabili
La proposta delle associazioni ambientaliste per rimediare all’annunciato taglio dei cedri in via Pertini
PISTOIA. Le associazioni ambientalistiche alzano le mani di fronte all’annuncio del taglio di decine di alberi in città, rilanciando prontamente – in un caso alle Ferrovie dello Stato e nell’altro al Comune – la palla per una rapida nuova piantumazione. Legambiente e Wwf propongono nel caso dell’abbattimento annunciato degli alberi lungo via Pertini, nel deposito dei rotabili storici, un progetto a basso costo che, se approvato dalle Ferrovie, potrebbe salvaguardare il verde in una zona dove il piano ex Breda ad oggi ne ha portato ben poco.
Una zona che potrebbe diventare di grande interesse turistico per la città visto il valore dei rotabili esposti e il legame storico con la produzione cittadina dei treni. Al posto degli alberi che verranno tagliati, il progetto delle associazioni ambientalistiche, a firma dall’agronomo Roberto Bertocci, ne prevede la collocazione di nuovi, con una spesa minore di 4.000 euro. Saranno le Ferrovie ora a doversi pronunciarsi sulla fattibilità del piano. «Ci siamo confrontati con Comune e Ferrovie quando ci hanno prontamente comunicato il taglio degli alberi – dice Antonio Sessa di Legambiente – Tagliare gli alberi è un fatto sempre doloroso ma c’erano poche alternative, soprattutto nella zona di via Pertini. Quegli alberi sono lì da 60 anni e confinano con i binari. Le radici sono fuori terra. Secondo le Ferrovie sono pericolosi perché non rispettano le norme di sicurezza previste dalla legge 752/83, che evidenzia come la distanza con i binari non debba essere minore all’altezza della pianta più 10 metri: gli alberi attualmente saranno alti 30 metri; più 10 fa 40, mentre la distanza con i binari sarà di una decina di metri».
Gli alberi in questione sono la ventina di cedri di fronte alla Biblioteca San Giorgio.
«È vero che l’area dove sono posti gli alberi – aggiunge Sessa – è un po’ un ibrido, visto che non ci passano tanti treni ma solo quelli che vanno nel deposito. Sulle ragioni di sicurezza comunque non si discute».
Ragioni che hanno indotto Legambiente e Wwf a passare velocemente dalla protesta alla proposta proponendo un piano che parte con la sostituzione dei cedri con 27 conifere nane tutte di specie diverse.
«Una collezione di conifere tutte diverse – dice Bertocci – arricchirebbe anche il museo del treno. Sono piante a crescita lenta che non necessitano di potature, molto colorate soprattutto in alcuni periodi dell’anno. Nei pressi del punto ristoro abbiamo proposto un acero campestre e delle fioriere che attirino insetti impollinatori, le scarpate ferroviarie hanno infatti un ruolo di beneficio per tali insetti importanti per l’ecosistema. Abbiamo scelto piante facilmente reperibili nei vivai pistoiesi».
Elisa Pacini
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