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Bottegone, incertezza sui tempi per la riqualificazione

Bottegone, incertezza sui tempi per la riqualificazione

PISTOIA. C’è ancora da attendere per la riqualificazione urbana di Bottegone. Il progetto “Bottegone: dalla città lineare alla smart social city” è stato oggetto di un’interpellanza presentata nel...

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PISTOIA. C’è ancora da attendere per la riqualificazione urbana di Bottegone. Il progetto “Bottegone: dalla città lineare alla smart social city” è stato oggetto di un’interpellanza presentata nel consiglio comunale di ieri dal consigliere Alessandro Cenerini di Pistoia Sorride il quale ha chiesto alla giunta tempistiche e modalità di intervento.

È del 18 dicembre scorso la convenzione firmata tra il Comune di Pistoia e la presidenza del Consiglio dei ministri per la riqualificazione urbana della frazione e che regola i rapporti tra Roma e il Comune, il quale dovrà affidare l’incarico per la progettazione degli interventi e realizzare le opere previste dal “programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei Comuni capoluogo di Provincia”.

L’importo per la realizzazione del progetto è pari a 36 milioni, 18 dei quali erogati nell’ambito delle risorse assegnate al Fondo sviluppo e coesione per il finanziamento delle opere: soldi che saranno in parte versati dopo la progettazione esecutiva degli interventi e, a seguire, in base allo stato di avanzamento dei lavori. «Non abbiamo ancora avuto notizie ad oggi per l’affidamento della progettazione ed esprimo preoccupazione in merito –ha esordito Cenerini– vorrei capire quello che si sta facendo e come ci si vuole arrivare».

L’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi ha espresso però tranquillità al riguardo vista la copertura economica di cui il progetto dispone. «Con la firma della convenzione il 70% dei Comuni è nelle condizioni del Comune di Pistoia. Questo vuol dire che siamo indietro come molti altri». La data di pubblicazione dei bandi, ha ricordato Capecchi, è vicina: probabilmente nel giro di poche settimane. E appunto si parla di più bandi che avranno oggetti diversi ma impostazioni simili, non di uno solo, e che riguarderanno nello specifico alcune delle problematiche della zona, dalla sicurezza idraulica alla mobilità. “Spacchettare” la progettazione, per dirla alla maniera di Capecchi, servirà a coinvolgere più soggetti diversi tra loro.

Perplessità sulla tempistica e sulla divisione dei bandi è stata la risposta del consigliere di Pistoia Sorride, secondo il quale «spacchettare la progettazione in più bandi potrebbe avere una ripercussione negativa sull’integrità e sulla complessità del progetto stesso». Dubbi poi restano sulla data di pubblicazione dei bandi, rispetto alla quale il gruppo di opposizione vorrebbe avere maggiori certezze.

Alessandra Tuci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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