Il Tirreno

Pistoia

«Un patto con le banche per salvare i creditori»

Tiziana Gori
«Un patto con le banche per salvare i creditori»

Il Comitato dei vivaisti ha incontrato il sindaco Tomasi: «L’accordo Bruschi - Tesi ci ha privato di pagamenti per 9,5 milioni». Intanto la Cia attacca la Cgil

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Ha capito la gravità della nostra situazione, auspicando a breve un incontro con le associazioni di categoria e il Distretto vivaistico per trovare soluzioni che permettano ai fornitori di continuare a lavorare». A distanza di quasi un anno e mezzo dall’accordo Bruschi – Tesi, che ha salvato dal licenziamento i 42 dipendenti dei vivai Bruschi e creato «un mancato pagamento di 9 milioni e mezzo di euro ad un’ottantina di fornitori», il Comitato creditori – rappresentato da Paolo Chiti e Lisa Trinci – è stato ricevuto dal sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.

Nessuna bacchetta magica, non c’è la possibilità di un intervento risolutivo da parte del Comune, ma il confronto era stato a lungo richiesto dal Comitato. «L’accordo Bruschi – Tesi – commenta Chiti – ha generato un clima di sfiducia nel settore, un settore in cui tutto era basato sulla fiducia». Le conseguenze? «Le banche – sostiene il Comitato – hanno abbassato il rating a molte piccole e medie aziende, si sono ridotti ai minimi termini i pagamenti di materie prime da parte dei fornitori mentre sono aumentate le richieste di garanzie. A distanza di un anno e mezzo non è ancora stata proposta una soluzione, ma le aziende coinvolte hanno difficoltà a lavorare per il danno subìto».

A Tomasi i vivaisti hanno chiesto «di far crescere il sostegno al Distretto e al presidente Francesco Mati, che ha sempre mostrato un interesse al di sopra delle parti nella vicenda, proponendo accordi col mondo bancario per salvaguardare le aziende coinvolte ed evitare un effetto domino». Chiti e Trinci spendono parole di ringraziamento per la Cia, «l’unico sindacato che lotta con noi», e chiede alla Coldiretti «che posizione abbia. Tesi e Bruschi sono suoi soci. L’associazione non ha detto né fatto niente per trovare una soluzione».

Ed è proprio la Cia, in questa vicenda che rimane infuocata, a lanciarsi in un affondo contro il neo segretario della Flai Cgil Francesco Baccanelli, che ha messo in luce il risvolto positivo dell’accordo, i posti di lavoro salvati nell’azienda Bruschi. «Come Cia – afferma Sandro Orlandini, presidente Toscana Centro – non abbiamo mai criticato il salvataggio dei dipendenti Bruschi, ma che si siano di fatto ignorati i vivaisti creditori. Con quali conseguenze per il distretto vivaistico ornamentale è facile immaginare, visto che la stragrande maggioranza di essi (tra cui 30 nostri soci) è pistoiese». «In realtà – aggiunge Orlandini – si può legittimamente sostenere che siano le piante fornite dai creditori a Bruschi ad aver sinora consentito la tutela dei 42 dipendenti. In ogni caso non è accettabile l’idea che, per questo motivo, si possa ignorare il dovere di onorare i debiti. Nè il problema della sopravvivenza dei fornitori, in numero di gran lunga maggiore rispetto ai dipendenti. Il distretto vivaistico sarebbe destinato a implodere. Per il resto delle sue dichiarazioni al Tirreno Baccanelli ci pare sulla nostra stessa linea: Bruschi dovrebbe procedere celermente a definire il piano di ricomposizione del debito. È la condizione necessaria per ristabilire nel distretto quei princìpi di trasparenza, legalità e correttezza che sono stati calpestati in questa vicenda».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web