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Pistoia

Ore di angoscia per Bonistalli bloccato a Dubai

Ore di angoscia per Bonistalli bloccato a Dubai

Il giornalista lavora per La7, ma anche la tv non ha contatti diretti. Al lavoro l’unità di crisi della Farnesina

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PISTOIA. Ancora in stato di fermo a Dubai, Daniele Bonistalli, inviato della trasmissione televisiva di La7 “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti. Bonistalli, pistoiese, ex collaboratore del Tirreno, Tvl e Sky è ancora trattenuto dalla polizia di Dubai. In città sono in molti a conoscere Bonistalli e i suoi familiari, che stanno vivendo ore di comprensibile angoscia, anche per la mancanza di notizie attendibili. Tra l’altro, tutto avviene ad appena due mesi dal precedente fermo del giornalista, il 4 novembre, sempre a Dubai.

Anche allora Bonistalli eEra sulle tracce di Giancarlo Tulliani, cognato del leader di An Gianfranco Fini. Tulliani andò dalla polizia segnalando il cronista, ma controllando le comunicazioni giudiziarie a carico del cognato di Fini la polizia non potè far altro che dare corso al mandato di cattura internazionale per riciclaggio nei suoi confronti.

Due giorni fa Bonistalli avrebbe seguito l’imprenditore, libero su cauzione, nella torre Burj Khalifa, la più alta del mondo. Voleva intervistarlo, ma la fidanzata, Federica Papadia, si è rivolta alla polizia accusando il giornalista e il cameramen di stalking. L’inviato di La7 ha fatto in tempo a telefonare a Giletti, dicendo che stava bene. La sua attrezzatura sua e quella del cameraman Daniele Cignini sono state sequestrate.

Secondo il quotidiano Libero, che ha contattato la produzione del programma, la situazione stavolta sarebbe seria: l’inviato della trasmissione sarebbe stato fermato in un luogo «dove non doveva stare». Da qui il fermo di polizia. Giletti si è dovuto affidare all’unità di crisi della Farnesina, che segue in diretta le fasi della vicenda, per avere informazioni dirette sulle condizioni di Bonistalli. Giancarlo Tulliani ha ottenuto di aspettare a piede libero la risposta alla richiesta di estradizione. Il giudice di Dubai aveva confermato l’arresto per due mesi, considerati sufficienti a esaminare la richiesta giunta dalle toghe romane: il termine scade proprio in questi giorni.
 

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