Il presidio
Nuovo blitz in tribunale del siriano col “forcone”
di Giuseppe Boi
Nuova protesta di Darkanzaly per una causa che si trascina da quasi venti anni Ieri non aveva l’attrezzo ma è entrato a Palazzo pretorio nonostante il divieto
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PISTOIA. Questa volta non aveva il forcone in mano, ma è finito ugualmente ai domiciliari. Nuovo blitz all’interno del tribunale di Pistoia per il sessantenne di origini siriane ma residente a Monsummano. Ieri mattina Mohamed Darkanzaly ha violato ancora una volta l’obbligo di dimora nel paese valdinievolino e si è presentato a Palazzo pretorio. Il motivo è sempre lo stesso: chiedere, a suo dire, giustizia per una causa che si trascina da quasi 20 anni. E il risultato ieri è stato identico a quello ottenuto con le precedenti proteste: è stato arrestato dalla polizia e portato ai domiciliari.
Darkanzaly si presenta ormai con “regolarità” in tribunale. Nonostante gli arresti, i fogli di via e gli obblighi dimora imposti dalla magistratura, il 60enne si presenta praticamente una volta all’anno a Palazzo pretorio. L’uomo, che di professione fa l’artigiano e realizza scarpe su misura a Monsummano, ritiene di essere vittima dei giudici perché, pur avendo ottenuto una sentenza che gli riconosce un credito nei confronti di una persona che lo ha truffato, ad oggi non è ancora riuscito ad entrare in possesso di quanto derubato. «Da vent’anni ho una causa in questo tribunale e ancora non è finita. La pazienza ha un limite e mi sento preso in giro. Una truffa con cui mi hanno portati via una casa», ha raccontato in passato al Tirreno.
Il primo blitz è avvenuto nel febbraio del 2014. Allora il siriano entrò nell'ufficio di un giudice civile, Rosa Selvarolo, nel palazzo di San Mercuriale, l’altra sede degli uffici giudiziari pistoiesi. Per oltre mezz’ora occupò la stanza del magistrato. L'uomo era infuriato perché la Servarolo aveva concesso una dilazione a un suo debitore. Prima le urla, poi il rifiuto di abbandonare l’ufficio del giudice e infine l’intervento degli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia forestale per calmarlo e farlo allontanare dal palazzo.
Passa un anno e l’uomo torna a farsi vedere dalle parti di piazza Duomo. Era il novembre del 2015 quando arrivò al terzo piano del tribunale con un forcone a quattro punte in mano. Chiedeva di parlare con un magistrato e aveva portato con se l’attrezzo che, secondo lui, era la “prova” delle intrusioni nel suo magazzino-laboratorio. Dopo alcuni momenti di tensione e paura, l’artigiano venne fermato dai carabinieri.
Darkanzaly viene sottoposto alla misura preventiva del foglio di via obbligatorio da Pistoia, ma il 15 marzo del 2016 è sorpreso di nuovo in città. E non in un posto qualsiasi ma a due passi dall’ingresso del tribunale. Fermato per l’ennesima volta, l’artigiano non desiste e torna alla carica a ottobre dello stesso anno aggredendo la segretaria del presidente del tribunale, Fabrizio Amato, che gli stava impedendo di entrare nella stanza del magistrato. L’uomo venne fisicamente bloccato dal sostituto procuratore Luigi Boccia che lo tenne fermo fino all’arrivo dei poliziotti presenti in procura.
A dicembre del 2017, il siriano torna agli onori della cronaca: per una notte dorme accanto al portone del tribunale. E ieri ha tentato l’ennesimo blitz in tribunale. Questa volta il 60enne non è riuscito ad addentrarsi nel palazzo della procura. È stato fermato subito e arrestato dalla polizia. Nuovo fermo e nuovo provvedimento restrittivo: Darkanzaly è finito ai domiciliari nella sua casa di Monsummano. Almeno fino al prossimo blitz.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Darkanzaly si presenta ormai con “regolarità” in tribunale. Nonostante gli arresti, i fogli di via e gli obblighi dimora imposti dalla magistratura, il 60enne si presenta praticamente una volta all’anno a Palazzo pretorio. L’uomo, che di professione fa l’artigiano e realizza scarpe su misura a Monsummano, ritiene di essere vittima dei giudici perché, pur avendo ottenuto una sentenza che gli riconosce un credito nei confronti di una persona che lo ha truffato, ad oggi non è ancora riuscito ad entrare in possesso di quanto derubato. «Da vent’anni ho una causa in questo tribunale e ancora non è finita. La pazienza ha un limite e mi sento preso in giro. Una truffa con cui mi hanno portati via una casa», ha raccontato in passato al Tirreno.
Il primo blitz è avvenuto nel febbraio del 2014. Allora il siriano entrò nell'ufficio di un giudice civile, Rosa Selvarolo, nel palazzo di San Mercuriale, l’altra sede degli uffici giudiziari pistoiesi. Per oltre mezz’ora occupò la stanza del magistrato. L'uomo era infuriato perché la Servarolo aveva concesso una dilazione a un suo debitore. Prima le urla, poi il rifiuto di abbandonare l’ufficio del giudice e infine l’intervento degli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia forestale per calmarlo e farlo allontanare dal palazzo.
Passa un anno e l’uomo torna a farsi vedere dalle parti di piazza Duomo. Era il novembre del 2015 quando arrivò al terzo piano del tribunale con un forcone a quattro punte in mano. Chiedeva di parlare con un magistrato e aveva portato con se l’attrezzo che, secondo lui, era la “prova” delle intrusioni nel suo magazzino-laboratorio. Dopo alcuni momenti di tensione e paura, l’artigiano venne fermato dai carabinieri.
Darkanzaly viene sottoposto alla misura preventiva del foglio di via obbligatorio da Pistoia, ma il 15 marzo del 2016 è sorpreso di nuovo in città. E non in un posto qualsiasi ma a due passi dall’ingresso del tribunale. Fermato per l’ennesima volta, l’artigiano non desiste e torna alla carica a ottobre dello stesso anno aggredendo la segretaria del presidente del tribunale, Fabrizio Amato, che gli stava impedendo di entrare nella stanza del magistrato. L’uomo venne fisicamente bloccato dal sostituto procuratore Luigi Boccia che lo tenne fermo fino all’arrivo dei poliziotti presenti in procura.
A dicembre del 2017, il siriano torna agli onori della cronaca: per una notte dorme accanto al portone del tribunale. E ieri ha tentato l’ennesimo blitz in tribunale. Questa volta il 60enne non è riuscito ad addentrarsi nel palazzo della procura. È stato fermato subito e arrestato dalla polizia. Nuovo fermo e nuovo provvedimento restrittivo: Darkanzaly è finito ai domiciliari nella sua casa di Monsummano. Almeno fino al prossimo blitz.
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