Il presidio
Via libera all’hub logistico I dubbi della minoranza
Intesa tra Regione, Antica Valserchio e il Comune di Montale per lo stabilimento Sinistra Unita: «Serve chiarezza su impatto ambientale e riflessi occupazionali»
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MONTALE. «La notizia della firma in Regione di un protocollo d’intesa tra la stessa Regione, l’azienda tessile Antica Valserchio, con sede in Garfagnana, e i sindaci di Montale e di Castelnuovo Garfagnana, se da un lato ci rallegra, dall’altro suscita molte inquietudini e numerose domande». È il gruppo di opposizione in consiglio comunale, Sinistra Unita per Montale, a chiedere chiarimenti all’amministrazione sull’accordo per l'insediamento di un nuovo stabilimento logistico nella zona di via Topazzi.
«La notizia di per sé sembrerebbe positiva – si legge in una nota –: l’accordo prevede la realizzazione, in territorio montalese, di un hub logistico che dovrebbe sorgere nella zona produttiva Pip, portando degli ancora non quantificati posti di lavoro. Il tutto accompagnato dalla soddisfazione del consigliere regionale Marco Niccolai e dai suoi “auspici che tutto questo possa contribuire al rilancio economico del territorio”. Saremo i primi ad applaudire alla notizia non appena il sindaco di Montale, tutta la sua giunta e il consigliere Niccolai ci rassicureranno sul tipo di hub logistico che sarà impiantato a Montale e sulle attività che lì si svolgeranno».
«La prima rassicurazione che chiediamo – prosegue Sinistra Unita – è relativa all’impatto ambientale in un territorio già saturo di inquinanti e in cui ogni nuovo impatto, anche il più basso, sarebbe intollerabile. Che significa, come si legge, che “nel territorio di Montale verrà costruito un hub logistico per migliorare la gestione degli scarti di lavorazione e dar vita a una filiera a basso impatto ambientale”? Nel magazzino di Montale verranno stoccati gli scarti della lavorazione in Garfagnana? E dove finiranno questi scarti? Ci rassicuri, il sindaco, sul fatto che non è l’inceneritore ad aver attirato su Montale gli investimenti di una grande azienda. Ci rassicuri sul fatto che a Montale non verranno fatte sperimentazioni “a basso impatto ambientale”, intollerabili in una zona in cui l’inquinamento è ad altissimo livello e in cui i picchi di mortalità e malattie sono impressionanti. Ci rassicurino, lui e il suo assessore alle Attività produttive, che gli scarti non finiranno nell’inceneritore. Ci illustri poi quali accordi ha preso in materia di aumento dell’occupazione locale».
«Il sindaco – conclude la nota – ha firmato un accordo in Regione senza aver chiesto una quota riservata di assunzioni per i disoccupati del territorio o senza aver richiesto delucidazioni sui futuri investimenti in termini di capitale umano? Non è credibile, sarebbe una cosa non solo ingenua, ma grave. Attendiamo quindi, e al più presto, risposte di rassicurazione. Non ci sarà nessun impatto ambientale, vero, sindaco? Montale non è la pattumiera della Toscana».
Tommaso Artioli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La notizia di per sé sembrerebbe positiva – si legge in una nota –: l’accordo prevede la realizzazione, in territorio montalese, di un hub logistico che dovrebbe sorgere nella zona produttiva Pip, portando degli ancora non quantificati posti di lavoro. Il tutto accompagnato dalla soddisfazione del consigliere regionale Marco Niccolai e dai suoi “auspici che tutto questo possa contribuire al rilancio economico del territorio”. Saremo i primi ad applaudire alla notizia non appena il sindaco di Montale, tutta la sua giunta e il consigliere Niccolai ci rassicureranno sul tipo di hub logistico che sarà impiantato a Montale e sulle attività che lì si svolgeranno».
«La prima rassicurazione che chiediamo – prosegue Sinistra Unita – è relativa all’impatto ambientale in un territorio già saturo di inquinanti e in cui ogni nuovo impatto, anche il più basso, sarebbe intollerabile. Che significa, come si legge, che “nel territorio di Montale verrà costruito un hub logistico per migliorare la gestione degli scarti di lavorazione e dar vita a una filiera a basso impatto ambientale”? Nel magazzino di Montale verranno stoccati gli scarti della lavorazione in Garfagnana? E dove finiranno questi scarti? Ci rassicuri, il sindaco, sul fatto che non è l’inceneritore ad aver attirato su Montale gli investimenti di una grande azienda. Ci rassicuri sul fatto che a Montale non verranno fatte sperimentazioni “a basso impatto ambientale”, intollerabili in una zona in cui l’inquinamento è ad altissimo livello e in cui i picchi di mortalità e malattie sono impressionanti. Ci rassicurino, lui e il suo assessore alle Attività produttive, che gli scarti non finiranno nell’inceneritore. Ci illustri poi quali accordi ha preso in materia di aumento dell’occupazione locale».
«Il sindaco – conclude la nota – ha firmato un accordo in Regione senza aver chiesto una quota riservata di assunzioni per i disoccupati del territorio o senza aver richiesto delucidazioni sui futuri investimenti in termini di capitale umano? Non è credibile, sarebbe una cosa non solo ingenua, ma grave. Attendiamo quindi, e al più presto, risposte di rassicurazione. Non ci sarà nessun impatto ambientale, vero, sindaco? Montale non è la pattumiera della Toscana».
Tommaso Artioli
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