Il Tirreno

Pistoia

In quaranta nel 2017 hanno chiesto aiuto al centro antiusura

 In quaranta nel 2017 hanno chiesto aiuto al centro antiusura

Sempre più critica la situazione di chi si rivolge alla Misericordia soltanto in sette hanno potuto ottenere un finanziamento

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PISTOIA. Tanti anche nel 2017 i pistoiesi che non riescono a pagare i propri debiti. E che per questo potrebbero finire tra le grinfie degli strozzini. Al Centro Prevenzione usura della Misericordia di Pistoia sono state 40 le persone che lo scorso anno hanno chiesto qualche forma di aiuto. Ma di queste, soltanto 7 hanno potuto aprire una pratica per ottenere un prestito dalle banche grazie alla garanzia della Misericordia: 223.000 gli euro complessivamente erogati. Le altre infatti versavano in situazioni talmente drastiche da non poter avviare neppure avviare la relativa procedura.

Nella maggior parte dei casi, tra chi è rivolto allo sportello della Misericordia i sono coniugi che hanno acquistato la casa ottenendo un muto grazie al fatto che entrambi avevano un lavoro; ma che poi, dopo che uno dei due è rimasto disoccupato, non hanno più potuto rispettare l’onere delle rate.

Altri casi di sovraindebitamento sono invece causati dal vizio per il gioco d’azzardo, da separazione o divorzio, da malattie di un familiare o, comunque, situazioni tali per cui risulta difficile pagare un mutuo.

Il Centro Prevenzione Usura della Misericordia di Pistoia, nato nel 1998, ha l’obiettivo di ascoltare le persone in gravi difficoltà finanziarie ed aiutarle, se possibile, a ricevere un prestito. «Ogni anno facciamo molti colloqui – spiega Franca Iacometti, responsabile Centro – Nel 2017 sono state 40 le persone che si sono rivolte a noi: paradossalmente però di pratiche ne abbiamo fatte solo 7: le situazioni erano talmente drastiche che non è stato possibile dare un contributo maggiore. Questo fa emergere una situazione più difficile rispetto agli anni precedenti».

Ma come funziona il Centro? In pratica le persone sovraindebitate si rivolgono al centro e, dopo aver preso un appuntamento, illustrano la propria situazione. Dopodiché, quando vi sono gli estremi per farlo, vengono preparate le richieste di prestito da inoltrare alla Fondazione Toscana Prevenzione Usura che, a sua volta, rilascia una garanzia alla banca convenzionata. Poi bisogna però attendere e vedere se la banca è disposta o meno a concedere il prestito.

Il centro antiusura della Misericordia di Pistoia non eroga infatti direttamente prestiti né dà sussidi.

«Ma non è detto che la banca conceda sempre il prestito – continua Iacometti – Vengono concessi fino a 25.800 euro di prestito alle persone fisiche, rimborsabili fino a 5 anni di tempo, e 50.000 euro alle aziende. Se la persona è proprietaria di un immobile si può arrivare anche a 150.000 euro, o addirittura a 200.000».

Nella maggior parte dei casi accade che, oltre al mutuo della casa, la famiglia si trova nella necessità di acquistare un’auto, oppure una cameretta per i figli. E se a queste spese si aggiungono, ad esempio, anche lavori straordinari al condominio, l’indebitamento arriva ancora più facilmente.

«Queste persone ricevono costantemente telefonate da finanziarie o da agenzie di recupero crediti e si ritrovano a non sapere più cosa fare – conclude Iacometti – il sovrindebitamento spesso avviene per un uso non corretto del denaro la fascia d’età più colpita va dai 50 ai 60 anni».

In provincia i Centri antiusura a cui ci si può rivolgere sono in via del Can Bianco, a Pistoia, in via Donatori del Sangue, a Pieve a Nievole, in via Provinciale Lucchese ad Uzzano e via in Empolese a Monsummano.

Alessandra Tuci

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