Il Tirreno

Pistoia

Perdita di gas casa rasa al suolo dall’esplosione

Perdita di gas casa rasa al suolo dall’esplosione

Nessun ferito nonostante le macerie siano state scaraventate a decine di metri

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QUARRATA. È stata sventrata come se fosse stata centrata da una bomba. Pezzi di muro e di tetto sono stati proiettati a decine di metri di distanza, mentre l’onda d’urto ha sradicato persiane e grondaie della casa più vicina, scagliandole nei giardini delle villette dall’altra parte della strada. E ha mandato in frantumi i vetri delle palazzine a fianco, scardinandone, in alcuni casi, gli infissi. Solo una serie di fortunate coincidenze ha evitato che l’esplosione che ieri mattina ha distrutto una piccola abitazione in via Covona, a Quarrata, causasse una tragedia: il fatto che l’inquilina avesse passato la notte fuori, la giornata festiva che ha fatto si che i residenti della strada fossero ancora a letto oppure in casa, al riparo dalla pioggia.

Fatto sta che il boato che poco prima delle 8,30 ha fatto tremare le abitazioni della tranquilla zona residenziale quarratina, a due passi dal Tennis club, è stato avvertito in tutta la città. A fare saltare in aria l’edificio – una ex rimessa da anni ristrutturata e suddivisa in due monolocali di una quarantina di metri ciascuno – è stata una fuga di gas, che si è sprigionato da una delle bombole della cucina. Da tempo entrambi gli appartamentini (al numero 63) erano disabitati, così come lo è ancora l’abitazione principale (al piano terra una ex autofficina), nel cui giardino si trovava la casa esplosa. Da un paio di settimane, in uno di essi, si era trasferita una donna di 48 anni, di Prato. Che però, per Natale era rimasta a dormire da dei parenti. Scampando alla morte.

A causa della perdita, il gas ha piano piano saturato il piccolo ambiente. Ad innescare l’esplosione è stata probabilmente l’entrata in funzione del compressore del frigorifero, regolato dal termostato, oppure qualche altra apparecchiatura elettrica allacciata alla rete.

«Eravamo tutti a dormire – racconta Silvia Lucherelli, assieme al padre Giorgio – Un botto fortissimo. La casa ha tremato tutta, lì per lì ho pensato anche al terremoto. Poi ho capito. A noi ci sono esplosi tutti i vetro, ci ha sganasciato anche gli infissi».

E l’esplosione ha devastato anche il loro giardino, cosparso di pezzi di cemento. «Ci sono stati danni solo alle cose per fortuna. All’inizio si pensava che ci potesse essere quella signora sotto le macerie... La persiana dell’abitazione principale è stata scagliata di là dalla strada, in un giardino. E un’anta del portone è stata buttata giù».

I primi ad accorrere sul posto sono stati i carabinieri della Stazione di Quarrata, che erano di pattuglia in zona. Nonostante vi fosse ancora un fortissimo odore di gas, non hanno esitato a scavalcare la recinzione per controllare se tra le macerie vi fosse qualcuno. Poi, da Pistoia, sono arrivati i vigili del fuoco, con due automezzi e sette uomini, che, con tutte le cautele del caso hanno approfondito la ricerca, anche con l’aiuto di due cani dell’unità cinofila. A confermare il fatto che l’inquilina non si trovava in casa al momento della deflagrazione è stato il proprietario, che l’ha contattata per telefono.

«Mi ritengo fortunata che l'affittuaria non era in casa, perché i danni si pagano ma la vita no – commenta Alessandra Greco, la proprietaria dell’immobile, sul proprio profilo Fb – Verranno fatte delle indagini per capire cosa sia successo realmente! Per quanto riguarda i vicini è ovvio che mi dispiaccia e non poco per i vetri distrutti o per qualsiasi altro danno che possa esserci stato. Sono stati fatti i sopralluoghi da chi di dovere e tutto si risolverà. Ripeto, l’unica cosa che ci interessa è che non ci sia stato nessun ferito e nessun morto. I danni materiali si accomodano, la vita non la rende nessuno».

Avvertito dai carabinieri, in via Covona è arrivato anche il sindaco Marco Mazzanti, così come la polizia municipale. Saranno i vigili del fuoco a dover accertare le esatte cause di quanto è successo. L’area, per questo, è stata posta sotto sequestro.

Massimo Donati

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