Italia
Perseguita la ragazza che lo voleva aiutare: profugo in manette
Giovane nigeriano viola il divieto del giudice e torna alla carica Scatta il secondo arresto per stalking in due settimane
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PISTOIA. Lo aveva conosciuto lo scorso maggio, mentre chiedeva l’elemosina davanti al bar dove lei era solita fare colazione prima di entrare in ufficio. Era stato naturale per lei, impegnata nel volontariato, cercare di aiutare quel ragazzo nigeriano appena ventenne, senza un tetto e senza un lavoro. Promettendogli che si sarebbe data da fare per trovargli una qualche occupazione. Una disponibilità che il giovane ha probabilmente confuso con un altro tipo di interesse, scatenando in lui una vera e propria ossessione che, nei mesi successivi, avrebbe reso impossibile la vita della 29enne impiegata pistoiese. Sempre più terrorizzata da quello stalker ogni giorno più aggressivo e minaccioso, che si presentava quotidianamente davanti a suo ufficio e che la tempestava di sms, ultimamente, da quando cercava in tutti i modi di evitarlo, carichi di insofferenza e odio.
Nella tarda mattinata di ieri, il giovane, Dane Abiola, profugo in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, è stato arrestato dai carabinieri del Norm di Pistoia, davanti all’ingresso dell’ufficio della ragazza.
Dove si era presentato nuovamente nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora, disposta dal gip del tribunale dopo che il 7 dicembre scorso era stato arrestato nello stesso luogo e con la stessa accusa di atti persecutori, questa volta dai poliziotti della Squadra volante.
Ieri, a chiamare i carabinieri, la stessa vittima. Portato in caserma, il ventenne nigeriano è stato poi trasferito nel carcere di Santa Caterina in Brana. In attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, in vista del quale la procura chiederà un aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti, ritenuta, oggettivamente, non idonea ad impedire la reiterazione del reato.
Il primo arresto era scattato dopo che la ragazza, due settimane prima, aveva sporto denuncia per stalking. In quell’occasione aveva raccontato di come il comportamento del giovane nigeriano fosse diventato sempre più preoccupante. Anche perché, in un’occasione, con un messaggio telefonico (le chiamate le aveva da tempo bloccate), il precedente agosto, Abiola parlava addirittura di un’ipotetica relazione con lei che andava avanti da otto mesi.
Una fantasia preludio poi di sms più minacciosi. Tanto che negli ultimi tempi la giovane impiegata non osava più uscire la sera o andare al lavoro se non accompagnata da qualcuno. (m.d.)
Nella tarda mattinata di ieri, il giovane, Dane Abiola, profugo in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, è stato arrestato dai carabinieri del Norm di Pistoia, davanti all’ingresso dell’ufficio della ragazza.
Dove si era presentato nuovamente nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora, disposta dal gip del tribunale dopo che il 7 dicembre scorso era stato arrestato nello stesso luogo e con la stessa accusa di atti persecutori, questa volta dai poliziotti della Squadra volante.
Ieri, a chiamare i carabinieri, la stessa vittima. Portato in caserma, il ventenne nigeriano è stato poi trasferito nel carcere di Santa Caterina in Brana. In attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, in vista del quale la procura chiederà un aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti, ritenuta, oggettivamente, non idonea ad impedire la reiterazione del reato.
Il primo arresto era scattato dopo che la ragazza, due settimane prima, aveva sporto denuncia per stalking. In quell’occasione aveva raccontato di come il comportamento del giovane nigeriano fosse diventato sempre più preoccupante. Anche perché, in un’occasione, con un messaggio telefonico (le chiamate le aveva da tempo bloccate), il precedente agosto, Abiola parlava addirittura di un’ipotetica relazione con lei che andava avanti da otto mesi.
Una fantasia preludio poi di sms più minacciosi. Tanto che negli ultimi tempi la giovane impiegata non osava più uscire la sera o andare al lavoro se non accompagnata da qualcuno. (m.d.)
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