Il presidio
parrocchia di vicofaro
Non più solo le pizze del sabato ecco i “panettoni del migrante”
PISTOIA. Nuova iniziativa della parrocchia di Vicofaro: la dozzina di migranti che hanno frequentato un corso per panificatori e che ogni sabato sfornano decine e decine di pizze, hanno deciso di...
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PISTOIA. Nuova iniziativa della parrocchia di Vicofaro: la dozzina di migranti che hanno frequentato un corso per panificatori e che ogni sabato sfornano decine e decine di pizze, hanno deciso di specializzarsi anche nei dolci. Ecco così il “panettone del migrante”, i cui primi esemplari hanno fatto la loro apparizione sulla pagina Facebook del vulcanico don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro salito alla ribalta delle cronache – anche nazionali – per il suo lavoro di ac coglienza nei confronti dei migranti. “Natale 2017. Una nuova iniziativa .– si legge – il panettone del migrante. Fai una buona azione... Acquistando uno di questi panettoni interamente realizzati dai nostri ragazzi rifugiati aiuti una famiglia in Africa” srive don Biancalani.
D’altra parte i due forni (uno a legna) di cui dispone la parrocchia e che consente ogni sabato di produrre decine e decine di pizze (non c’è un prezzo, ma solo un’offerta da lasciare alla fine del pasto) può tranquillamente funzionare anche per produrre dolci.
Don Massimo ha spiegato fin dall’inizio che questa attività serve esc lusivamente ad insegnare un lavoro ai profughi accolti in parrocchia, che così imparano come guadagnarsi la vita quando l’assistenza prevista per i richiedenti asilo verrà a terminare. Ma non c’è dubbio che anche quest’ultima iniziativa di don Massimo susciterà applausi da una parte, critiche e proteste dall’altra.
D’altra parte i due forni (uno a legna) di cui dispone la parrocchia e che consente ogni sabato di produrre decine e decine di pizze (non c’è un prezzo, ma solo un’offerta da lasciare alla fine del pasto) può tranquillamente funzionare anche per produrre dolci.
Don Massimo ha spiegato fin dall’inizio che questa attività serve esc lusivamente ad insegnare un lavoro ai profughi accolti in parrocchia, che così imparano come guadagnarsi la vita quando l’assistenza prevista per i richiedenti asilo verrà a terminare. Ma non c’è dubbio che anche quest’ultima iniziativa di don Massimo susciterà applausi da una parte, critiche e proteste dall’altra.
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