Il presidio
Corruzione elettorale, assolto Mazzanti
Il gup del tribunale: non colpevoli sindaco di Quarrata e vertici del Cis. E per gli appalti sospetti prosciolti gli altri 6 imputati
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QUARRATA. Assolto “perché il fatto non sussiste” il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, accusato di corruzione elettorale e abuso d’ufficio in relazione alle elezioni regionali del maggio 2015. Assolti anche gli altri due imputati accusati degli stessi reati, il presidente del Cis spa Edoardo Franceschi e il dirigente della stessa società all’epoca dei fatti, Graziano Tesi. Questa la decisione della gup del tribunale di Pistoia Maria Elena Mele, al termine del processo per rito abbreviato che si è svolto nell’ambito dell’udienza preliminare che vedeva sotto accusa altri sei imputati, per i quali la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per un altro filone dell’inchiesta che ha portato alla sbarra il sindaco quarratino: per tutti loro, sentenza di non luogo a procedere “perché il fatto non costituisce reato”.
Per i primi tre la pubblica accusa, sostenuta dal pm Fabio Di Vizio, aveva chiesto la condanna: a un anno per Mazzanti, a 6 mesi gli altri due. Per gli altri, il rinvio a giudizio.
Mazzanti (Pd) era finito sotto processo nell’ambito delle indagini portate avanti dai carabinieri di Quarrata e iniziate su tutt’altro versante, quello sulle presunte irregolarità nell’affidamento in proroga da parte del Comune di Quarrata dei servizi di trasporto scolastico, assistenza domiciliare agli anziani, assistenza agli alunni disabili e gestione dei nidi d’infanzia. Era accusato di corruzione elettorale in quanto, per il pm, il primo cittadino del Comune di Quarrata (ente socio al 48% del Cis spa, a suo volta socio unico del Cis srl) per ottenere il voto alle elezioni del 31 maggio 2015 a vantaggio dei candidati Federica Fratoni e Marco Niccolai – suoi compagni di partito – avrebbe promesso la nomina come scrutatori ai seggi elettorali a tre persone, impegnandosi per una di queste a favorirne la designazione a presidente di seggio. Inoltre avrebbe fatto assumere al Cis srl due operatori ecologici in cambio del voto da parte delle mogli dei due. Nella sua veste di rappresentante di un Comune socio del Cis spa, Mazzanti è accusato inoltre di abuso d’ufficio per queste due e per una terza assuzione come operatore ecologico al Cis srl, assieme al presidente del cda delle due società Edoardo Franceschi e dell’allora procuratore speciale della srl Graziano Tesi.
L’altro fronte dell’inchiesta, riguardava le proroghe dei contratti per alcuni servizi comunali: principalmente, trasporto scolastico da una parte, assistenza ad anziani, alunni disabili e prima infanzia dall’altra. Indagati su questo fronte, per abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti, dirigenti pubblici e responsabili delle aziende e delle cooperative beneficiarie delle proroghe: Maria Alessandra Tofani, Alessandro Landini, Carla Boschi, Marco Fedi, Lorenzo Ancillotti e Anna Goretti.
I difensori. Estremamente soddisfatti i difensori degli imputati. «Per quanto riguarda le assoluzioni– spiega Cecilia Turco, difensore di Franceschi e Landini – aspettiamo le motivazioni per capire quale delle nostre tesi il giudice abbia accolto. Per i non luogo a procedere evidentemente ha ritenuto che non vi fosse il dolo, la volontà di favorire qualcuno nel prorogare gli appalti ma solo quelle di garantire il servizio pubblico».
«Una degna conclusione per questa vicenda giudiziaria – aggiunge Elena Mucci, difensore di Carla Boschi – Nelle carte non vi era alcunché che dimostrasse un qualunque profilo di illegittimità e illiceità nella gestione di questi appalti».
Grandissima soddisfazione anche per Giuseppe Castelli, difensore di Tesi. E per Andrea Niccolai, che rappresentava Tofani: «Un esito auspicato del quale siamo sempre stati convinti. Anche la mia assistita è molto sollevata: ha sempre agito nell’interesse dell’amministrazione».
I compagni di partito. Soddisfazione anche fra i compagni di partito del sindaco di Quarrata. Ad esprimerla in un comunicato congiunto, il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori, i consiglieri regionali Massimo Baldi, Marco Niccolai e Federica Fratoni, e i parlamentari Caterina Bini ed Edoardo Fanucci.
«Questa notizia non può che renderci felici – scrivono – In primo luogo umanamente nei confronti di Marco e dei suoi cari che, in questi mesi, hanno trascorso momenti complessi di scarsa serenità; e in secondo luogo politicamente perché si è messo un punto rispetto a tale vicenda, che per settimane e mesi aveva riempito le pagine dei giornali locali, diventando strumento di battaglia politica da alcune forze locali. Non abbiamo mai nutrito dubbi sull’onestà di Marco e sul suo operato amministrativo nel corso di questi anni, così come non ne aveva mai dubitato la sua città, Quarrata, che con un largo consenso gli aveva confermato le chiavi del Comune nelle scorse amministrative».
Massimo Donati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Per i primi tre la pubblica accusa, sostenuta dal pm Fabio Di Vizio, aveva chiesto la condanna: a un anno per Mazzanti, a 6 mesi gli altri due. Per gli altri, il rinvio a giudizio.
Mazzanti (Pd) era finito sotto processo nell’ambito delle indagini portate avanti dai carabinieri di Quarrata e iniziate su tutt’altro versante, quello sulle presunte irregolarità nell’affidamento in proroga da parte del Comune di Quarrata dei servizi di trasporto scolastico, assistenza domiciliare agli anziani, assistenza agli alunni disabili e gestione dei nidi d’infanzia. Era accusato di corruzione elettorale in quanto, per il pm, il primo cittadino del Comune di Quarrata (ente socio al 48% del Cis spa, a suo volta socio unico del Cis srl) per ottenere il voto alle elezioni del 31 maggio 2015 a vantaggio dei candidati Federica Fratoni e Marco Niccolai – suoi compagni di partito – avrebbe promesso la nomina come scrutatori ai seggi elettorali a tre persone, impegnandosi per una di queste a favorirne la designazione a presidente di seggio. Inoltre avrebbe fatto assumere al Cis srl due operatori ecologici in cambio del voto da parte delle mogli dei due. Nella sua veste di rappresentante di un Comune socio del Cis spa, Mazzanti è accusato inoltre di abuso d’ufficio per queste due e per una terza assuzione come operatore ecologico al Cis srl, assieme al presidente del cda delle due società Edoardo Franceschi e dell’allora procuratore speciale della srl Graziano Tesi.
L’altro fronte dell’inchiesta, riguardava le proroghe dei contratti per alcuni servizi comunali: principalmente, trasporto scolastico da una parte, assistenza ad anziani, alunni disabili e prima infanzia dall’altra. Indagati su questo fronte, per abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti, dirigenti pubblici e responsabili delle aziende e delle cooperative beneficiarie delle proroghe: Maria Alessandra Tofani, Alessandro Landini, Carla Boschi, Marco Fedi, Lorenzo Ancillotti e Anna Goretti.
I difensori. Estremamente soddisfatti i difensori degli imputati. «Per quanto riguarda le assoluzioni– spiega Cecilia Turco, difensore di Franceschi e Landini – aspettiamo le motivazioni per capire quale delle nostre tesi il giudice abbia accolto. Per i non luogo a procedere evidentemente ha ritenuto che non vi fosse il dolo, la volontà di favorire qualcuno nel prorogare gli appalti ma solo quelle di garantire il servizio pubblico».
«Una degna conclusione per questa vicenda giudiziaria – aggiunge Elena Mucci, difensore di Carla Boschi – Nelle carte non vi era alcunché che dimostrasse un qualunque profilo di illegittimità e illiceità nella gestione di questi appalti».
Grandissima soddisfazione anche per Giuseppe Castelli, difensore di Tesi. E per Andrea Niccolai, che rappresentava Tofani: «Un esito auspicato del quale siamo sempre stati convinti. Anche la mia assistita è molto sollevata: ha sempre agito nell’interesse dell’amministrazione».
I compagni di partito. Soddisfazione anche fra i compagni di partito del sindaco di Quarrata. Ad esprimerla in un comunicato congiunto, il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori, i consiglieri regionali Massimo Baldi, Marco Niccolai e Federica Fratoni, e i parlamentari Caterina Bini ed Edoardo Fanucci.
«Questa notizia non può che renderci felici – scrivono – In primo luogo umanamente nei confronti di Marco e dei suoi cari che, in questi mesi, hanno trascorso momenti complessi di scarsa serenità; e in secondo luogo politicamente perché si è messo un punto rispetto a tale vicenda, che per settimane e mesi aveva riempito le pagine dei giornali locali, diventando strumento di battaglia politica da alcune forze locali. Non abbiamo mai nutrito dubbi sull’onestà di Marco e sul suo operato amministrativo nel corso di questi anni, così come non ne aveva mai dubitato la sua città, Quarrata, che con un largo consenso gli aveva confermato le chiavi del Comune nelle scorse amministrative».
Massimo Donati
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