Il Tirreno

Pistoia

giuseppe grattacaso (poeta e operatore culturale) 

«Turisti ok, ma nella cultura il cambio di passo è mancato»

«Turisti ok, ma nella cultura il cambio di passo è mancato»

PISTOIA. Bene per quanto riguarda la visibilità e il turismo, meno nell'ambito strettamente culturale, in cui si poteva fare di più. Sono queste le riflessioni a un mese dalla conclusione dell'anno...

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PISTOIA. Bene per quanto riguarda la visibilità e il turismo, meno nell'ambito strettamente culturale, in cui si poteva fare di più. Sono queste le riflessioni a un mese dalla conclusione dell'anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura di Giuseppe Grattacaso, presidente dell’Associazione teatrale pistoiese dal 2002 al 2012, insegnante di italiano all’istituto Pacini, poeta, scrittore, animatore culturale.

«L’anno di Pistoia Capitale – osserva – ha consentito di far acquisire alla città una visibilità che prima non aveva. Una visibilità percepita soprattutto da chi non è particolarmente coinvolto nelle cose culturali e che si è accorto che Pistoia ha tutte le caratteristiche di una città d’arte, in grado, anche per la propria collocazione geografica, di richiamare turisti. Se ci concentriamo solamente su questo, credo che un risultato sia stato raggiunto. Se invece guardiamo ai fatti più propriamente culturali, si poteva certamente fare di più: da questo punto di vista il cambio di passo non c’è stato».

Un’opportunità in parte mancata, dunque, quella di Pistoia Capitale. «Non è stata l’occasione per far affermare Pistoia come realtà culturale in ambito nazionale – chiarisce Grattacaso - Tra i punti di debolezza che emergono proprio in questo periodo c’è, ad esempio, il fatto che si stia parlando in certi termini del Festival Blues e che ci sia incertezza sulla prossima edizione. Quello che sta per concludersi, inoltre, non può essere considerato un anno d’oro per quanto riguarda il teatro. Insomma, sul piano culturale, come detto, il cambio di passo non c’è stato».

Molte le iniziative messe in campo, ma a mancare sono stati i grandi eventi. «Sono certamente state fatte tante piccole cose, alcune anche di spessore, ma si doveva pensare anche ad un evento significativo che desse l’idea di una città in movimento e culturalmente proiettata nel futuro».

Cosa fare, dunque, una volta concluso il 2017? «Per i prossimi anni ci portiamo dietro la consapevolezza che Pistoia può parlare una lingua di largo respiro. Ma è necessario costruire in prospettiva, sapendo che puntando ed investendo di più sulla cultura la città può ricavarsi uno spazio maggiore sul piano nazionale. L'augurio che dobbiamo farci è quello di non fermarci ritenendo di aver raggiunto un traguardo, ma di continuare ad investire sulla cultura e sul turismo». (t.a.)

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