tentato omicidio
Colpi di martello alla moglie: il 77enne ha agito per gelosia
QUARRATA. Ottenuti gli arresti domiciliari, ha lasciato il carcere nel primo pomeriggio di ieri per raggiungere l’abitazione di un parente, in via Vecchia Fiorentina, a Quarrata, Giuseppe Giglietti,...
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QUARRATA. Ottenuti gli arresti domiciliari, ha lasciato il carcere nel primo pomeriggio di ieri per raggiungere l’abitazione di un parente, in via Vecchia Fiorentina, a Quarrata, Giuseppe Giglietti, il pensionato di 77 anni arrestato dai carabinieri martedì scorso con l’accusa di tentato omicidio, dopo che con un martello aveva ripetutamente colpito sulla testa la moglie Vincenzina Russo, 67 anni, ancora ricoverata in prognosi riservata sulla testa.
Interrogato dalla gip del tribunale, l’uomo ha ammesso di aver agito in preda ad un impeto di rabbia, per gelosia. Nel corso dell’ennesima lite con la moglie, a suo dire non sarebbe riuscito a trattenersi dopo che la donna, come spesso faceva, lo ha apostrofato chiamandolo cornuto: a quel punto è uscito in giardino, ha preso un martello dalla rimessa, è tornato in cucina e, mentre gli dava le spalle, l’ha colpita.
Vista l’età avanzata non compatibile con il carcere, la gip ha ritenuto che quella degli arresti domiciliari fosse l’unica misura capace di evitare la reiterazione del reato, vista l’incapacità dell’indagato di controllare la propria ira, che potrebbe portarlo ad aggredire altre persone.
Interrogato dalla gip del tribunale, l’uomo ha ammesso di aver agito in preda ad un impeto di rabbia, per gelosia. Nel corso dell’ennesima lite con la moglie, a suo dire non sarebbe riuscito a trattenersi dopo che la donna, come spesso faceva, lo ha apostrofato chiamandolo cornuto: a quel punto è uscito in giardino, ha preso un martello dalla rimessa, è tornato in cucina e, mentre gli dava le spalle, l’ha colpita.
Vista l’età avanzata non compatibile con il carcere, la gip ha ritenuto che quella degli arresti domiciliari fosse l’unica misura capace di evitare la reiterazione del reato, vista l’incapacità dell’indagato di controllare la propria ira, che potrebbe portarlo ad aggredire altre persone.
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