Il presidio
Arrestato nel parco per spaccio uno dei profughi di don Biancalani
Giovane nigeriano nella rete della Squadra mobile durante un nuovo blitz in piazza della Resistenza Il parroco: «Un ragazzo con un passato di sofferenze che non giustifica ma aiuta a comprendere»
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PISTOIA. Arrestato, nel tardo pomeriggio di mercoledì uno dei giovani richiedenti asilo di don Massimo Biancalani, ospite da oltre un anno nella struttura di accoglienza di Ramini. Il ragazzo, poco più che ventenne, è stato bloccato dalla Squadra mobile mentre spacciava marijuana in piazza della Resistenza. Teatro, sempre più spesso, di episodi simili legati allo spaccio, e di conseguenti controlli più serrati da parte delle forze dell’ordine, richiesti a gran voce dai cittadini pistoiesi. Nelle tasche del ragazzo, originario della Nigeria, circa 10 grammi di droga, oltre a 260 euro in contanti, frutto dell’attività illecita.
Nello stesso pomeriggio, sempre per spaccio di marijuana, la polizia ha arrestato un altro giovane: un 24enne nigeriano senza fissa dimora.
L’arresto del richiedente asilo accolto nel Cas di don Biancalani, è arrivato dopo la perquisizione nella struttura di accoglienza, all’interno della canonica, che si trova a pochi passi dalla chiesa di Ramini. La Squadra mobile di Pistoia, coordinata dal vicequestore aggiunto Antonio Fusco, dopo aver colto il giovane in flagranza di reato, ha perquisito la stanza del ragazzo e, anche grazie alla presenza di cani antidroga, ha rinvenuto e sequestrato un bilancino di precisione, strumento utilizzato per pesare la droga, e un trita-marijuana. Il giovane migrante – accompagnato in questura insieme al suo compagno di stanza e a uno degli operatori del centro di accoglienza, entrambi ascoltati come testimoni – è stato poi riaffidato in custodia alla stessa struttura di Ramini, in attesa del pronunciamento sull’arresto da parte del gip.
«Il ragazzo – spiega don Biancalani, raggiunto al telefono dal Tirreno – è una persona molto fragile. Ha alle spalle un vissuto piuttosto complesso, fatto di sofferenze e lutti. È originario del Biafra, una regione poverissima dell’Africa, ed è orfano. Ha attraversato la Libia, subendo tremendo violenze, ed è arrivato in Italia da poco più di un anno. La sua è una situazione di fragilità psicologica che, certamente, non giustifica il suo gesto, ma che aiuta a capire un po’ meglio la sua vita e le scelte compiute. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ci ho parlato e l’ho trovato in una condizione di profondo disagio».
Nessuna giustificazione, dunque, per il gesto del giovane, ma don Biancalani difende i suoi ragazzi e ci tiene a sottolineare che nel suo centro di accoglienza non è stata ritrovata alcuna traccia di droga. Un fatto doloroso, lo definisce il parroco, che dell’accoglienza dei migranti ha fatto una vera e propria missione umanitaria, ma che «certamente non ci farà desistere dalla nostra opera di accoglienza. Accogliere significa farsi carico di situazioni umane di grande fragilità».
Valentina Vettori
Nello stesso pomeriggio, sempre per spaccio di marijuana, la polizia ha arrestato un altro giovane: un 24enne nigeriano senza fissa dimora.
L’arresto del richiedente asilo accolto nel Cas di don Biancalani, è arrivato dopo la perquisizione nella struttura di accoglienza, all’interno della canonica, che si trova a pochi passi dalla chiesa di Ramini. La Squadra mobile di Pistoia, coordinata dal vicequestore aggiunto Antonio Fusco, dopo aver colto il giovane in flagranza di reato, ha perquisito la stanza del ragazzo e, anche grazie alla presenza di cani antidroga, ha rinvenuto e sequestrato un bilancino di precisione, strumento utilizzato per pesare la droga, e un trita-marijuana. Il giovane migrante – accompagnato in questura insieme al suo compagno di stanza e a uno degli operatori del centro di accoglienza, entrambi ascoltati come testimoni – è stato poi riaffidato in custodia alla stessa struttura di Ramini, in attesa del pronunciamento sull’arresto da parte del gip.
«Il ragazzo – spiega don Biancalani, raggiunto al telefono dal Tirreno – è una persona molto fragile. Ha alle spalle un vissuto piuttosto complesso, fatto di sofferenze e lutti. È originario del Biafra, una regione poverissima dell’Africa, ed è orfano. Ha attraversato la Libia, subendo tremendo violenze, ed è arrivato in Italia da poco più di un anno. La sua è una situazione di fragilità psicologica che, certamente, non giustifica il suo gesto, ma che aiuta a capire un po’ meglio la sua vita e le scelte compiute. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ci ho parlato e l’ho trovato in una condizione di profondo disagio».
Nessuna giustificazione, dunque, per il gesto del giovane, ma don Biancalani difende i suoi ragazzi e ci tiene a sottolineare che nel suo centro di accoglienza non è stata ritrovata alcuna traccia di droga. Un fatto doloroso, lo definisce il parroco, che dell’accoglienza dei migranti ha fatto una vera e propria missione umanitaria, ma che «certamente non ci farà desistere dalla nostra opera di accoglienza. Accogliere significa farsi carico di situazioni umane di grande fragilità».
Valentina Vettori
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