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Martellate alla moglie presto il via libera agli arresti domiciliari
L’alloggio teatro dell’aggressione resta sotto sequestro ma per l’anziano trovata un’ altra casa. La donna migliora
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PISTOIA. Sta meglio Vincenzina Russo, 67 anni, la donna aggredita a colpi di martello dal marito martedì sera nella loro abitazione di via San Michele a Casini di Quarrata. I medici del reparto di neurochirurgia di Careggi, dove la donna è stata subito ricoverata, tengono sotto controllo con la massima attenzione le gravi lesioni subite, in particolare la frattura della teca cranica. Ma Vincenzina, che non ha mai perso conoscenza, ieri mattina stava meglio, ha raccontato ai familiari l’aggressione subita ed ha anche firmato di suo pugno alcune carte. Un’evoluzione da considerarsi positiva, vista la brutalità dell’aggressione subita e i due-tre colpi di martello ricevvuti sulla testa.
L’altro protagonista della vicenda, Giuseppe Giglietti, 77 anni, ha passato la notte nel carcere di Santa Caterina. Ma già oggi per lui potrebbe aprirsi la possibilità degli arresti domiciliari, in considerazione soprattutto dell’età avanzata e delle condizioni di salute. Il problema è trovare un alloggio, visto anche che la casa di via San Michele è sottoposta a sequestro. La giornata di ieri è servita proprio a trovare una soluzione abitativa alternativa, che ieri sera sembrava vicina a concretizzarsi. A quel punto la richiesta del pm che segue il caso, Claudio Curreli, e la decisione del Gip non dovrebbero tardare.
L’avvocato di Giglietti, Teresa Carillo del foro di Prato, ieri non aveva ancora avuto modo di parlare con il suo cliente. «Ma i familiari e i carabinieri che lo hanno arrestato – ha detto – lo descrivono fortemente scioccato per il gesto compiuto, che continua a non sapersi spiegare. Anche i familiari, che in questo momento cercano di essere vicini sia a Vincenzina che a Giuseppe, descrivono quest’ultimo come una persona assolutamente non violenta e quindi sono i primi ad essere rimasti stupefatti per l’accaduto. Possibile che sulla vicenda abbiano avuto un peso le condizioni di salute dell’uomo».
Tutte questioni che dovranno essere attentamente vagliate nel prosieguo dell’inchiesta. Rimane il fatto che l’aggressione è stata estremamente violenta, attorno alle 13,30 di martedì. Nonostante la gravità delle lesioni subite, Vincenzina Russo è riuscita a scappare da casa e a rifugiarsi in quella di alcuni vicini. Il marito, nonostante lo stato confusionale, si è reso conto subito della gravità dell’atto commesso ed ha telefonato ad una delle figlie della coppia. È stata quest’ultima, poi, a dare l’allarme con una telefonata al 118. Insieme all’ambulanza sono arrivati i carabinieri. Giglietti era nel cortile davanti alla casa ed è stato lui a condurre i militari nella rimessa, dove aveva riposto il martello usato per l’aggressione.
Fabio Calamati
L’altro protagonista della vicenda, Giuseppe Giglietti, 77 anni, ha passato la notte nel carcere di Santa Caterina. Ma già oggi per lui potrebbe aprirsi la possibilità degli arresti domiciliari, in considerazione soprattutto dell’età avanzata e delle condizioni di salute. Il problema è trovare un alloggio, visto anche che la casa di via San Michele è sottoposta a sequestro. La giornata di ieri è servita proprio a trovare una soluzione abitativa alternativa, che ieri sera sembrava vicina a concretizzarsi. A quel punto la richiesta del pm che segue il caso, Claudio Curreli, e la decisione del Gip non dovrebbero tardare.
L’avvocato di Giglietti, Teresa Carillo del foro di Prato, ieri non aveva ancora avuto modo di parlare con il suo cliente. «Ma i familiari e i carabinieri che lo hanno arrestato – ha detto – lo descrivono fortemente scioccato per il gesto compiuto, che continua a non sapersi spiegare. Anche i familiari, che in questo momento cercano di essere vicini sia a Vincenzina che a Giuseppe, descrivono quest’ultimo come una persona assolutamente non violenta e quindi sono i primi ad essere rimasti stupefatti per l’accaduto. Possibile che sulla vicenda abbiano avuto un peso le condizioni di salute dell’uomo».
Tutte questioni che dovranno essere attentamente vagliate nel prosieguo dell’inchiesta. Rimane il fatto che l’aggressione è stata estremamente violenta, attorno alle 13,30 di martedì. Nonostante la gravità delle lesioni subite, Vincenzina Russo è riuscita a scappare da casa e a rifugiarsi in quella di alcuni vicini. Il marito, nonostante lo stato confusionale, si è reso conto subito della gravità dell’atto commesso ed ha telefonato ad una delle figlie della coppia. È stata quest’ultima, poi, a dare l’allarme con una telefonata al 118. Insieme all’ambulanza sono arrivati i carabinieri. Giglietti era nel cortile davanti alla casa ed è stato lui a condurre i militari nella rimessa, dove aveva riposto il martello usato per l’aggressione.
Fabio Calamati
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