Il presidio
vivarelli
L’appello: servizi nelle associazioni per i disoccupati della montagna
SAN MARCELLO. Il principio è quello che si basa sul concetto della banca del tempo. Poi l'idea è quella di interessare le varie associazioni di volontariato nel sociale della montagna pistoiese e...
2 MINUTI DI LETTURA
SAN MARCELLO. Il principio è quello che si basa sul concetto della banca del tempo. Poi l'idea è quella di interessare le varie associazioni di volontariato nel sociale della montagna pistoiese e cercare di capire come poter essere impiegati in servizi utili, vuoi come, ad esempio, volontari nell'ospedale o badanti, o altro.
Ma non solo. La necessità di creare anche una Consulta del lavoro è molto forte. La formula basta trovarla. L'importante è che almeno una parte degli attuali disoccupati della montagna pistoiese, oltre 1500, possa uscire dalla situazione attuale. La proposta è formulata dal consigliere di opposizione Carlo Vivarelli, Partito indipendentista toscano, che lo scorso sabato, assieme al leader del Comitato dei disoccupati Ivano Giovannelli e al rappresentante della lega Nord Montagna Pistoiese Marco Poli, ha organizzato un incontro alla sala Baccarini, a San Marcello, per un confronto con gli stessi disoccupati.
Ha iniziato citando la Costituzione italiana, l'articolo 38, in cui si dice tra l'altro che “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”. «Il principio -ha detto Vivarelli - è quello per cui può essere giusto anche che il disoccupato dia qualcosa in cambio ricevendo una forma di sussistenza. Non è detto prendere soltanto, anche per un discorso di dignità. È così che mi è venuto in mente una sorta di banca del tempo. Coloro che sono in grado di svolgere determinate mansioni o compiti possono ripagare con questa formula. È mia intenzione a breve - aggiunge Vivarelli, che fa parte della Consulta per la salute e della commissione servizi alla persona - contattare le associazioni di volontariato che operano nel sociale e studiare un progetto per il quale un tot di persone in cerca di lavoro possano prestare un servizio. Sono solo idee ma che hanno bisogno di un confronto e di progettualità». Poi Vivarelli espone un'altra idea. «Secondo me - ha detto - sarebbe opportuno formare la Consulta del lavoro, per unire la domanda con l'offerta e mettere in collegamento le aziende con le persone in cerca di occupazione». (c.b.)
Ma non solo. La necessità di creare anche una Consulta del lavoro è molto forte. La formula basta trovarla. L'importante è che almeno una parte degli attuali disoccupati della montagna pistoiese, oltre 1500, possa uscire dalla situazione attuale. La proposta è formulata dal consigliere di opposizione Carlo Vivarelli, Partito indipendentista toscano, che lo scorso sabato, assieme al leader del Comitato dei disoccupati Ivano Giovannelli e al rappresentante della lega Nord Montagna Pistoiese Marco Poli, ha organizzato un incontro alla sala Baccarini, a San Marcello, per un confronto con gli stessi disoccupati.
Ha iniziato citando la Costituzione italiana, l'articolo 38, in cui si dice tra l'altro che “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”. «Il principio -ha detto Vivarelli - è quello per cui può essere giusto anche che il disoccupato dia qualcosa in cambio ricevendo una forma di sussistenza. Non è detto prendere soltanto, anche per un discorso di dignità. È così che mi è venuto in mente una sorta di banca del tempo. Coloro che sono in grado di svolgere determinate mansioni o compiti possono ripagare con questa formula. È mia intenzione a breve - aggiunge Vivarelli, che fa parte della Consulta per la salute e della commissione servizi alla persona - contattare le associazioni di volontariato che operano nel sociale e studiare un progetto per il quale un tot di persone in cerca di lavoro possano prestare un servizio. Sono solo idee ma che hanno bisogno di un confronto e di progettualità». Poi Vivarelli espone un'altra idea. «Secondo me - ha detto - sarebbe opportuno formare la Consulta del lavoro, per unire la domanda con l'offerta e mettere in collegamento le aziende con le persone in cerca di occupazione». (c.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google