Il Tirreno

Pistoia

«Abbiamo aperto e lei era lì insanguinata»

«Abbiamo aperto e lei era lì insanguinata»

Sono stati i vicini di casa a prestare i primi soccorsi alla donna ferita prima dell’arrivo dell’ambulanza

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QUARRATA. «Abbiamo sentito il campanello, abbiamo aperto la porta e ce la siamo trovati davanti tutta insanguinata». Sono scossi i vicini di casa dei coniugi Giglietti. Sono stati loro a prestare i primi soccorsi a Giuseppina Russo. E ancora non si capacitano di ciò che è accaduto.

«Quando senti raccontare di fatti del genere alla televisione non pensi che possa succedere anche qui» dicono. In una zona tranquilla, nel verde delle colline di Quarrata. Tutte famiglie perbene, che vivono affacciate su una corte comune, in via San Michele, a Catena. Una bella villetta a due piani quella dei coniugi Giglietti, tenuta bene,con l’orto, una delle passioni di Giuseppe, in pensione dopo una vita di lavoro in un maglificio. Lu e la moglie hanno due figlie, gemelle, che abitano una a Valenzatico e l’altra a Prato. Qui i coniugi stavano da soli, con una gattina tartarugata.

«Siamo sbalorditi» sottolineano i vicini, mentre chiedono notizie di Giuseppe e Vincenzina: «Che ne sarà di lui? Come sta lei?». E ci pregano anche di non fare i loro nomi, ancora fortemente turbati dalla vicenda.

Il vicino che ha aiutato Vincenzina vive lì a due passi: «Alle 13,15 abbiamo sentito suonare il campanello e ho aperto la porta – racconta – Mi sono trovato la signora Vincenzina davanti, tutta insanguinata: i capelli erano fradici di sangue. Aveva un asciugamano e si teneva una mano sulla testa. Aveva anche una mano ferita, forse ha tentato di pararsi la testa dai colpi».

È stata lei a raccontare di essere stata colpita dal marito, con un bastone ha detto sul momento. A pochi passi, dietro di lei, c’era anche Giuseppe, tornato in sé. Dopo aver anche avvisato la figlia che abita a Valenzatico: è stata lei a chiamare il 118, per poi correre dai genitori.

Vincenzina Russo è rimasta lucida fino all’arrivo dell’ambulanza. È entrata nella casa dei vicini e si è messa a sedere su un gradino della scala, appoggiandosi un po’ al muro, dove ora sono rimaste delle impronte di sangue.

In questa aia pacifica nessuno avrebbe potuto presagire un’aggressione del genere. «A volte litigavano e li sentivamo, ma discussioni come possono succedere tra moglie e marito». Insomma, niente di allarmante. Ieri invece, non hanno sentito nulla. Nessun litigio. Nessuna invocazione di aiuto. Il dramma si è manifestato senza preavviso, quando hanno aperto la porta alla signora Vincenzina. Giuseppe ha subito raccontato tutto, prima ai vicini e poi ai carabinieri, che ha accompagnato nella rimessa dove aveva riposto il martello.

La sera, tutto è tornato tranquillo. A testimoniare quel che è accaduto, solo i sigilli alla porta di casa, e la gattina rimasta sola: «Sta spesso fuori, è abituata. Dopo le porterò qualcosa da mangiare io» assicura una signora.

Adele Tasselli

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