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Parla il promoter «Un errore lasciare Tafuro»
PISTOIA. Ex promoter di “Only Music”, esperienza ed antenne nel settore, Bruno Galeotti è un pistoiese al quale la decisione del Comune di interrompere il rapporto trentennale con l’associazione...
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PISTOIA. Ex promoter di “Only Music”, esperienza ed antenne nel settore, Bruno Galeotti è un pistoiese al quale la decisione del Comune di interrompere il rapporto trentennale con l’associazione Blues’In e mettere a gara l’organizzazione del Festival Blues non è proprio piaciuta. Una decisione che – lo ricordiamo – è stata presa dalla giunta Tomasi ma era già stata maturata dalla precedente amministrazione, che solo per motivi di opportunità non procedette all’apertura del bando già nel 2016.
“Se lei avvesse conoscenza , con i suoi collaboratori , del " mondo dei promoter della musica – scrive Galeotti in una lettera aperta al sindaco – non ascoltata o suonata , ma di quella organizzata , non avreste scelto la strada del bando ... In Italia fare il promoter organizzatore, è abbastanza complesso; nel nostro paese le grandi organizzazioni , i promoter che decidono come e dove fare musica a livelli nazionali ed internazionali, sono pochi e vanno conosciuti . Questi signori della musica, hanno rapporti radicati nel tempo, e non è facile , se non conosciuti o addirittura soci, avere ed acquisire nomi di prestigio , in parole povere se non sei " agganciato " , non organizzi nemmeno il concertino di Natale”.
Inoltre il bando è arrivato dopo aver chiuso il rapporto con Giovanni Tafuro, “un " signore " direttore artistico, di grande ed unica competenza , questo lo potrà chiedere a chi vuole, anche ai vertici degli organizzatori. A mio modesto avviso , dopo 30 anni di rapporti " con la città e le varie amministrazioni, sarebbe stato " più giusto e corretto trovare il modo di dire addio alla Bluesin “. Che ha avuto il merito di fare del Pistoia Blues “uno tra i migliori e i più conosciuti festival d Italia”.
“Le tentate innovazioni, al festival, degli ultimi anni, non sono state valorizzate abbastanza; ma non è cambiando organizzazione drasticamente, che si risolve il " problema ", ma lavorando insieme , trovando e cercando nuove strategie, che senz’altro la Bluesin aveva e avrebbe potuto mettere in atto se, la giunta avesse fatto il proprio dovere, ovvero quello di concedere sponsorizzazioni importanti per la promozione del Festival ”.
“Se lei avvesse conoscenza , con i suoi collaboratori , del " mondo dei promoter della musica – scrive Galeotti in una lettera aperta al sindaco – non ascoltata o suonata , ma di quella organizzata , non avreste scelto la strada del bando ... In Italia fare il promoter organizzatore, è abbastanza complesso; nel nostro paese le grandi organizzazioni , i promoter che decidono come e dove fare musica a livelli nazionali ed internazionali, sono pochi e vanno conosciuti . Questi signori della musica, hanno rapporti radicati nel tempo, e non è facile , se non conosciuti o addirittura soci, avere ed acquisire nomi di prestigio , in parole povere se non sei " agganciato " , non organizzi nemmeno il concertino di Natale”.
Inoltre il bando è arrivato dopo aver chiuso il rapporto con Giovanni Tafuro, “un " signore " direttore artistico, di grande ed unica competenza , questo lo potrà chiedere a chi vuole, anche ai vertici degli organizzatori. A mio modesto avviso , dopo 30 anni di rapporti " con la città e le varie amministrazioni, sarebbe stato " più giusto e corretto trovare il modo di dire addio alla Bluesin “. Che ha avuto il merito di fare del Pistoia Blues “uno tra i migliori e i più conosciuti festival d Italia”.
“Le tentate innovazioni, al festival, degli ultimi anni, non sono state valorizzate abbastanza; ma non è cambiando organizzazione drasticamente, che si risolve il " problema ", ma lavorando insieme , trovando e cercando nuove strategie, che senz’altro la Bluesin aveva e avrebbe potuto mettere in atto se, la giunta avesse fatto il proprio dovere, ovvero quello di concedere sponsorizzazioni importanti per la promozione del Festival ”.
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