Il Tirreno

Pistoia

al teatro manzoni 

Emilia, la famiglia moderna allo specchio

di LAPO FERRI
Emilia, la famiglia moderna allo specchio

Il ricordo che abbiamo delle persone getta una luce diversa su di loro, quando le incontriamo dopo molti anni.È quello che accade a Emilia, una brillante Giulia Lazzarini, in scena da venerdì a...

2 MINUTI DI LETTURA





Il ricordo che abbiamo delle persone getta una luce diversa su di loro, quando le incontriamo dopo molti anni.

È quello che accade a Emilia, una brillante Giulia Lazzarini, in scena da venerdì a domenica scorsi al Teatro Manzoni di Pistoia con l'omonimo spettacolo, per la regia di Claudio Tolcachir (Teatro di Roma; altri interpreti Sergio Romano, Pia Lanciotti, Josafat Vagni e Paolo Mazzarelli), quando entra in casa di Walter – un quadrilatero di scatoloni e vestiti sparsi, qualche sedia qua e là.

La vecchia tata di quel bambino ormai padre inizia a spolverare i propri ricordi, facendo emergere le incrinature di una famiglia che, cambiando casa, non fa altro che cercare un equilibrio.

La stessa paternità di Walter è messa in dubbio fin dall'inizio: Leo, il figlio, lo chiama per nome e sono evidenti gli accessi di rabbia e quegli accenni di scontro camuffati con un gioco di fronte a Emilia.

La sua voce narrante, che si dedica a delle considerazioni a parte, rivelando di parlare da un carcere per motivi non noti, è sempre chiara, a tratti ingenua ma fin troppo cosciente. L'arrivo del vero padre di Leo, Gabriel, lascia che le incrinature diventino crepe: lui e Walter vengono naturalmente paragonati ad Emilia, al suo essere madre.

Ma la maternità della tata non è semplicemente affetto: è un potente legame che, una volta spezzato, l'ha privata della sua vita, ancora accesa nel ricordo; così, quando la violenza che era intuibile nella casa di Walter diventa mortale per la moglie “Caro”, la vecchia tata non tarda ad assumersi lei la responsabilità.

La verosimiglianza dei personaggi accentua la forte valenza descrittiva dello spettacolo: ciò che viene inscenato è la famiglia moderna, il suo dramma, le sue difficoltà, tornando a più riprese sui temi della paternità e della violenza.

Lo sguardo di Emilia è puro, su un mondo che comprende ma è innegabilmente influenzato dalla forza della sua memoria.

I personaggi si muovono a volte quasi danzando sul palco, giocando con l'immaginazione del pubblico e plasmando così lo spazio scenico a partire da un semplice recinto di scatole; alcuni gesti banali e quasi inutili riempiono di quotidianità la storia e la avvicinano a chiunque.

Emilia affronta con attenzione e decisione un tema assai vicino a noi, al nostro tempo, rendendosi uno specchio in cui ognuno possa riconoscersi. Lo spettacolo dunque si caratterizza come una profonda riflessione sulla forza della memoria, una viva rappresentazione della famiglia moderna.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani