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Pistoia

orsigna 

Premiata l’azienda “Il Merizzo”

Biodiversità, riconosciuto il lavoro di una coppia di imprenditori

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PISTOIA. Ad una trentasettenne abitante di Orsigna è andato il riconoscimento della seconda edizione del “Premio Pontremoli – giovani per l’agricoltura di presidio” per la categoria difesa della biodiversità. La vincitrice è Erika Petruzzi Battaglini di Pistoia, per il suo lavoro di recupero della biodiversità della Valle dell'Orsigna. «In realtà – precisa la vincitrice – il premio lo abbiamo avuto in due perché il mio compagno Alessandro Corrieri è socio della nostra azienda che abbiamo denominato Società Agricola Il Merizzo». Erika e Alessandro sono nati entrambi nel 1980 e cresciuti a Prato. Alessandro fin da piccolo ha sempre frequentato l'Orsigna perché suo nonno era uno dei tanti pastori della Valle che con l'avvento delle fabbriche era sceso verso la pianura «in cerca di una vita migliore». Però era rimasto sempre legato alle sue montagne, anche se pian piano aveva abbandonato la pastorizia. «Entrambi – prosegue Erika - lavoravamo stabilmente a Prato, io come impiegata e lui come muratore, ad un certo punto nel 2015, abbiamo "sentito" che qualcosa non andava nella vita di città, e poco alla volta è nata la voglia di provare ad andare via da Prato per una vita più sana ed a livello d'uomo e così abbiamo cercato di "inventarci" un nuovo lavoro». Qui a Lavacchini, tutto è iniziato con l’acquisto da anziani pastori di alcune stalle per un totale di circa 70 metri quadrati di superficie e di un ettaro di terreno in questo borgo che è vicino all’Orsigna. Il terreno acquistato è di tipo misto, in parte bosco, in parte pascolo e il resto seminativo. In quest’ultimo sono state avviate culture di verdure destinate all’autoconsumo. Nel 2016 i due soci che hanno preso la residenza a Lavacchini, hanno acquistato delle capre Camosciate delle Alpi, molto adatte al territorio di Orsigna. Così è iniziata la nuova avventura con la quale intendono vivere puntando sulla coltivazione di patate, di fagioli, di piante da frutto, sulla raccolta della castagne e sulla produzione di miele . «Non mancheranno qui da noi i polli, le galline e i conigli. Stiamo ristrutturando il laboratorio perché vogliamo produrre marmellate e conserve e naturalmente i prodotti derivanti dal latte. Vorremmo produrre farina dolce macinandola al vicino Mulino di Giamba – conclude Erika». Sembra un bel manifesto che esprime grande fiducia nella ripresa di zone oggi molto spopolate come Lavacchini che è un piccolissimo borgo che si trova poco dopo Orsigna, in provincia di Pistoia, ed è ad una quota di 900 metri sul livello del mare. Il premio Pontremoli sembra proprio studiato per situazione come queste che paiono molto diffuse sia in Toscana sia altrove. Il premio è riservato a sei categorie: Difesa della Biodiversità, Agricoltura sociale, Agricoltura biologica, Imprenditoria femminile, Eccellenze agricole, Eccellenze agroalimentari, oltre ad altri premi speciali. Il suo scopo è di “premiare tutti quei giovani che, a causa della crisi, motivati da un ricambio generazionale o da una passione, hanno intrapreso il percorso dell’agricoltura. (s.r.)

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