Il Tirreno

Pistoia

La pizzeria “Dal rifugiato” fa il pienone

Oltre 150 coperti sabato sera a Vicofaro. Don Biancalani: un’occasione per socializzare coi migranti

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PISTOIA. «Se volete sapere se siamo bravi ragazzi dovete ascoltare le nostre storie prima di maltrattare noi. Ecco ora siamo pizzaioli».

A corredo delle parole, ecco le foto di Ebrahim Makalo, riprese poi sul proprio profilo facebook anche da don Massimo Biancalani: tre ragazzi di colore in una cucina. Uno ha una pala da fornaio. Un altro attende la pizza con un piatto in mano. E ancora mani che impastano, e volti sorridenti di persone sedute ai tavoli. Sabato scorso, nel salone parrocchiale di Vicofaro, sono state servite 150 pizze. Era il quarto sabato consecutivo di attività della pizzeria “Dal rifugiato”. «Una birra e una pizza, o due pizze se si ha particolarmente fame – sorride don Biancalani – Chi vuole può dare un’offerta. Non c’è un listino prezzi. Solo la possibilità, per chi lo desidera, di ricompensare i ragazzi per il cibo offerto e dargli la possibilità di rientrare dalle spese». Sono una quindicina, ospiti del centro di accoglienza di Vicofaro. Alla pizzeria fanno a turni. Nei mesi scorsi, dopo il corso di laboratorio di cucito, hanno frequentato un corso di panificazione, ottenendo la certificazione Hccp.

«Con una cucina a disposizione – spiega don Biancalani – è venuta in mente l’idea di una pizzeria. Sui generis. Che fosse soprattutto un’occasione di socializzazione tra i ragazzi e la comunità pistoiese. L’offerta è rigorosamente volontaria». Perché solo la conoscenza aiuta a superare le paure. E sempre più pistoiesi sembrano capirlo. Da 50 a 150 pizze in quattro settimane. Con i ragazzi di Vicofaro che hanno creato dei menù e locandine per promuovere la pizzeria in città. «Cinque, sei tipi di pizza. Non di più, per non complicare troppo le cose», dice don Massimo.

E a fine cena, una fetta di dolce. Anche quello “Made in Vicofaro”: «Quelli hanno imparato ancora prima a prepararli. Dall’anno scorso sfornano crostate, ciambelle, torte della nonna, plumcake...».

Ma dopo le polemiche seguite al post sui migranti in piscina, la messa “sorvegliata” da Forza Nuova, le ronde e i volantini, com’è la situazione nel quartiere di Pistoia ovest? «Non ho ricevuto altre lettere minatorie come quella che mi ha portato a sporgere denuncia in questura. Sui social gli attacchi continuano ad essere, a volte, violenti. È così, ormai lo so. Lo sappiamo, ma andiamo avanti».

Dalla collaborazione con l’Assemblea permanente antifascista e antirazzista è nata la serata di venerdì 27 ottobre: cena solidale in pizzeria con i migranti e i senzatetto ospiti di Vicofaro. Il ricavato sarà devoluto ai progetti di sostegno della parrocchia. «Sarà l’occasione – afferma Antonio, uno dei componenti dell’Assemblea – per condividere piatti tipici toscani, siciliani e africani. Ma sopratutto un modo per sentire dalla voce dei giovani le loro esperienze e la loro situazione, come quella dei senzatetto. Per assaporare la loro fragilità ma anche la loro determinazione, la volontà di voler migliorare le loro condizioni di vita».

Tiziana Gori

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