Polemica sul piano scuola Si: tagli che non servono
di Fabio Calamati
Anche Cgil e Cisl scuola lamentano di non essere state consultate ufficialmente Intanto lunedì la nuova mappa (con soli 6 istituti comprensivi) andrà in consiglio
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È sempre più polemica sul piano di dimensionamento degli istituti comprensivi statali, che solo lunedì verrà esaminato lunedì dal consiglio comunale, ma il cui contenuto è già stato reso pubblico. Soprattutto, è emersa la dura contrarietà al nuovo piano di oltre 70 insegnanti della scuola materna-elementare Galilei, che contestano le scelte della giunta Tomasi.
In particolare il perno dell’intera operazione, cioè lo smembramento dell’attuale istituto comprensivo Roncalli-Galilei, che per una parte (Roncalli) verrebbe accorpato alle scuole Marconi-Frosini (che ad oggi formano un istituto autonomo), per l’altra (scuole Galilei) verrebbe saldato alla adiacente media Cino da Pistoia.
L’operazione nasce dalla constatazione che l’istituto comprensivo Galilei-Roncalli, creato nel 2011, non funziona: gli iscritti alla Galilei preferiscono infatti proseguire gli studi alla vicina media Cino, mentre la media Roncalli si è svutata progressivamente, passando da 102 iscritti nel 2012-13 a soli 35 nel 2015-16.
Grazie invece al nuovo piano, la mappa degli istituti torna a seguire le preferenze delle famiglie e per “alimentare” la media Roncalli si punta sulle scuole del centro storico (Marconi e Frosini). Inoltre il totale degli istituti comprensivi pistoiesi passa da 7 a 6.
Infine le Galilei, in una prima versione del piano, avrebbero perso anche la materna di Valdibrana, accorpata all’istituto comprensivo Leonardo da Vinci. É soprattutto contro quest’ultima operazione che si sono appuntati gli strali delle insegnanti. Contestazione a cui ha già risposto l’assessore alla pubblica istruzione Alessandra Frosini, chiarendo che la scuola di Valdibrana rimarrà al suo posto.
Ora però arriva un nuovo, articolato attacco al piano, firmato da Sinistra italiana. Che contesta proprio la necessità di ridurre da 7 a 6 gli istituti. “Sinistra Italiana ritiene che la diminuzione di iscritti alla scuola media Roncalli non sia una motivazione sufficiente per giustificare simile operazione; si dà per scontata una irreversibilità di questo calo nelle iscrizioni, mentre il bacino di utenza invece ci sarebbe; la causa va semmai ricercata nelle precedenti decisioni sbagliate di accorpamento degli istituti , che non hanno tenuto conto dei flussi e della territorialità. La soluzione prospettata nella delibera di giunta aggiunge criticità anziché risolverle, si asseconda un diktat della Regione che chiede ancora a Pistoia, provincia virtuosa, ulteriori tagli”. Sinistra italiana ricorda che la vera emergenza a Pistoia non è il numero di istituti comprensivi ma lo stato dell’edilizia scolastica, a partire dall’edificio prefabbricato della Cino da Pistoia, non più utilizzato da due anni.
Altre critiche arrivano da Flc Cgil e Cisl scuola, che esprimono preoccupazione per possibili tagli di personale e soprattutto attaccano la giunta perché “non ha condiviso ufficialmente con le parti sindacali il progetto che riguarderebbe la situazione di Pistoia”.
In particolare il perno dell’intera operazione, cioè lo smembramento dell’attuale istituto comprensivo Roncalli-Galilei, che per una parte (Roncalli) verrebbe accorpato alle scuole Marconi-Frosini (che ad oggi formano un istituto autonomo), per l’altra (scuole Galilei) verrebbe saldato alla adiacente media Cino da Pistoia.
L’operazione nasce dalla constatazione che l’istituto comprensivo Galilei-Roncalli, creato nel 2011, non funziona: gli iscritti alla Galilei preferiscono infatti proseguire gli studi alla vicina media Cino, mentre la media Roncalli si è svutata progressivamente, passando da 102 iscritti nel 2012-13 a soli 35 nel 2015-16.
Grazie invece al nuovo piano, la mappa degli istituti torna a seguire le preferenze delle famiglie e per “alimentare” la media Roncalli si punta sulle scuole del centro storico (Marconi e Frosini). Inoltre il totale degli istituti comprensivi pistoiesi passa da 7 a 6.
Infine le Galilei, in una prima versione del piano, avrebbero perso anche la materna di Valdibrana, accorpata all’istituto comprensivo Leonardo da Vinci. É soprattutto contro quest’ultima operazione che si sono appuntati gli strali delle insegnanti. Contestazione a cui ha già risposto l’assessore alla pubblica istruzione Alessandra Frosini, chiarendo che la scuola di Valdibrana rimarrà al suo posto.
Ora però arriva un nuovo, articolato attacco al piano, firmato da Sinistra italiana. Che contesta proprio la necessità di ridurre da 7 a 6 gli istituti. “Sinistra Italiana ritiene che la diminuzione di iscritti alla scuola media Roncalli non sia una motivazione sufficiente per giustificare simile operazione; si dà per scontata una irreversibilità di questo calo nelle iscrizioni, mentre il bacino di utenza invece ci sarebbe; la causa va semmai ricercata nelle precedenti decisioni sbagliate di accorpamento degli istituti , che non hanno tenuto conto dei flussi e della territorialità. La soluzione prospettata nella delibera di giunta aggiunge criticità anziché risolverle, si asseconda un diktat della Regione che chiede ancora a Pistoia, provincia virtuosa, ulteriori tagli”. Sinistra italiana ricorda che la vera emergenza a Pistoia non è il numero di istituti comprensivi ma lo stato dell’edilizia scolastica, a partire dall’edificio prefabbricato della Cino da Pistoia, non più utilizzato da due anni.
Altre critiche arrivano da Flc Cgil e Cisl scuola, che esprimono preoccupazione per possibili tagli di personale e soprattutto attaccano la giunta perché “non ha condiviso ufficialmente con le parti sindacali il progetto che riguarderebbe la situazione di Pistoia”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
