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Ombrone e Stella, lavori sulle sponde verso la conclusione

 Ombrone e Stella, lavori sulle sponde verso la conclusione

QUARRATA. Sono in corso e si concluderanno entro la fine del 2017 gli interventi per togliere l'ultimo telone a copertura delle frane, sull’argine destro del torrente Ombrone a Quarrata, all’altezza...

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QUARRATA. Sono in corso e si concluderanno entro la fine del 2017 gli interventi per togliere l'ultimo telone a copertura delle frane, sull’argine destro del torrente Ombrone a Quarrata, all’altezza della Querciola. Analogamente, per quanto riguarda il torrente Stella, stanno andando avanti i lavori di ripristino di tutto il tratto di sinistra sul lato Olmi – Casini, tra Valenzatico e Catena.

«Si tratta - spiega il presidente di Legambiente Quarrata, Daniele Manetti - di una serie di lavori che complessivamente si dovrebbero concludere entro giugno 2018, non previsti inizialmente ma poi rientrati nello stanziamento che la Regione e il Consorzio Medio Valdarno avevano destinato alla manutenzione straordinaria nel 2016».

Il 10 agosto scorso è stata infatti firmata una convenzione integrativa con cui sono state trasferite dalla Regione al Consorzio le risorse derivanti dalle economie della manutenzione straordinaria del 2016.

«Sono gli ottimi risultati – osserva Manetti – raggiunti grazie alle segnalazioni di Legambiente e alla collaborazione tra il Comune di Quarrata, il Genio civile e il Consorzio di bonifica del Medio Valdarno. Per quanto riguarda l’Ombrone, quello sull’argine alla Querciola è l’ultimo telone presente sul territorio quarratino e l’obiettivo era proprio di arrivare alla fine del 2017 riuscendo a togliere tutti i teloni dopo aver ripristinato gli argini».

Il lavoro per mettere in sicurezza la piana di Quarrata dal rischio idrogeologico, secondo Manetti, è ancora lungo e complicato e riguarda il deflusso sia delle acque alte che delle acque basse provenienti dal territorio di Pistoia e una manutenzione capillare e programmata dei torrenti e fossi minori con sincronizzazione della casse d’espansione, oltre a un piano idrovore in grado di gestire le acque alluvionali in modo preventivo e non di emergenza.

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