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«Danneggiato da un anno il tetto della chiesa»

«Danneggiato da un anno il tetto della chiesa»

PISTOIA. Chiesa di Valdibure: è ceduto il tetto da più di un anno e ancora nessuno ha preso provvedimenti. È Paolo Politi, presidente dell’associazione Amici di don Ferrero Battani Onlus a lanciare l’...

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PISTOIA. Chiesa di Valdibure: è ceduto il tetto da più di un anno e ancora nessuno ha preso provvedimenti. È Paolo Politi, presidente dell’associazione Amici di don Ferrero Battani Onlus a lanciare l’allarme. La vicenda risale al 2014 quando la pieve di Valdibure, gioiello romanico, manifestò pericolose infiltrazioni dal tetto dell’abside. «Dato che né la parrocchia né la curia e tanto meno le Belle Arti, sotto la cui tutela è posta la chiesa, avevano fondi per intervenire adeguatamente, questa associazione, delegata dall’allora parroco, si fece carico del problema chiedendo alla Fondazione Cassa di risparmio un adeguato finanziamento – spiega Politi – L’ente si dichiarò disponibile a coprire il 54,5% della spesa sino ad un massimo di 30mila euro». Esaminati più preventivi fu giocoforza accettare quello più basso, presentato da una ditta di Pistoia.

«A settembre 2015 il nuovo tetto era realtà ed a fine anno, ottenuto il contributo della Fondazione e dato vita alle ultime iniziative, il relativo costo era stato coperto. Nel luglio del 2016, fortunatamente di notte, il nuovo tetto è scivolato sulla guaina impermeabilizzante ed è caduto a terra. Nessun danno a persone. Ci siamo subito attivati per richiamare i fornitori alle loro responsabilità ed abbiamo suggerito alla Curia di far intervenire un perito del tribunale. Il suggerimento non è stato accolto e la Curia ha avocato a se ogni incombenza relativa alla vicenda. Del resto padre Paul era stato nel frattempo sostituito da altro sacerdote, cittadino extracomunitario, e quindi la nostra delega non aveva più efficacia. Ciò nonostante non abbiamo mancato di stimolare la Curia, specialmente quando le piogge aggravavano la situazione».

«Vedere vanificati tutti i nostri sforzi è stato deprimente – conclude Politi – e più volte volevamo denunciare alla cittadinanza questo stato di cose ma la Curia ci ha scoraggiato preferendo adottare una linea “morbida”. È trascorso più di un anno ed il tetto è ancora a terra mentre l’affresco dell’abside è impregnato d’acqua e potrebbe cadere da un momento all’altro. Le trattative con i fornitori per ottenere un risarcimento sono state lunghe ed ancora non sono giunte a formalizzazione anche se, ci viene riferito dalla Curia, sembra vicina una positiva svolta». (a.t.)

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