Il presidio
in diocesi
Padre Favillini lascia per un anno
Nuovo parroco a San Paolo, San Bartolomeo e Madonna dell’Umiltà
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PISTOIA. Dopo 15 anni alla guida della Fraternità apostolica di Gerusalemme, il priore padre Giordano Favillini, parroco di San Paolo, San Bartolomeo e della Madonna dell’Umiltà, lascia Pistoia per un anno. Al suo posto il vescovo Fausto Tardelli ha nominato un altro membro della Fraternità apostolica, padre Pierluigi Biagioni, confermando così la responsabilità pastorale delle tre parrocchie del centro cittadino alla Fraternità stessa.
Padre Favillini è sicuramente uno dei più apprezzati e attivi parroci pistoiesi: perché allora questo allontanamento? A spiegarlo è stato lui stesso, con una lettera indirizzata ai parrocchiani.
“Scrivo questa lettera – si legge – alla vigilia della mia partenza da Pistoia, con essa voglio spiegare il perché di questo mio allontanamento. Sono ormai 15 anni che svolgo il servizio di priore all’interno della Fraternità apostolica di Gerusalemme che è a Pistoia ed è cosa saggia, dopo un così lungo periodo, cambiare, non solo perché e previsto dalle costituzioni, ma anche perché una comunità, cambiando priore, si rinnova e si dà ad altri la possibilità di esercitare questo ministero. Quando in una comunità religiosa cambia il superiore, quello uscente normalmente si assenta o cambia comunità, per permettere al nuovo di installarsi nella massima libertà e i fratelli abbiano solo lui come riferimento”.
Padre Favillini rimarrà comunque lontano da Pistoia solo per un anno. I primi due mesi in una Fraternità monastica, poi si trasferirà a Firenze, sempre in una comunità, fino alla prossima estate.
“Non vado via a cuor leggero – continua – sento il peso di questa scelta che non è stata mia, ma richiestami dai superiori, che io ho accettato in spirito di obbedienza e con fiducia, perché quando si obbedisce si fa sempre la volontà di Dio”.
L’annuncio dell’abbandono della città – sia pure per un anno – di padre Favillini è stata riferita anche al consiglio comunale da Mario Tuci (Pd).
Padre Favillini è sicuramente uno dei più apprezzati e attivi parroci pistoiesi: perché allora questo allontanamento? A spiegarlo è stato lui stesso, con una lettera indirizzata ai parrocchiani.
“Scrivo questa lettera – si legge – alla vigilia della mia partenza da Pistoia, con essa voglio spiegare il perché di questo mio allontanamento. Sono ormai 15 anni che svolgo il servizio di priore all’interno della Fraternità apostolica di Gerusalemme che è a Pistoia ed è cosa saggia, dopo un così lungo periodo, cambiare, non solo perché e previsto dalle costituzioni, ma anche perché una comunità, cambiando priore, si rinnova e si dà ad altri la possibilità di esercitare questo ministero. Quando in una comunità religiosa cambia il superiore, quello uscente normalmente si assenta o cambia comunità, per permettere al nuovo di installarsi nella massima libertà e i fratelli abbiano solo lui come riferimento”.
Padre Favillini rimarrà comunque lontano da Pistoia solo per un anno. I primi due mesi in una Fraternità monastica, poi si trasferirà a Firenze, sempre in una comunità, fino alla prossima estate.
“Non vado via a cuor leggero – continua – sento il peso di questa scelta che non è stata mia, ma richiestami dai superiori, che io ho accettato in spirito di obbedienza e con fiducia, perché quando si obbedisce si fa sempre la volontà di Dio”.
L’annuncio dell’abbandono della città – sia pure per un anno – di padre Favillini è stata riferita anche al consiglio comunale da Mario Tuci (Pd).
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