giovanni sarteschi
«Non basta avere buone parole per tutti: poi bisogna decidere»
PISTOIA. Anche l’ex capogruppo Pd in consiglio comunale Giovanni Sarteschi interviene a commentare l’intervista di Tomasi rilasciata al “Tirreno”. «È difficile – esordisce – commentare i primi cento...
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PISTOIA. Anche l’ex capogruppo Pd in consiglio comunale Giovanni Sarteschi interviene a commentare l’intervista di Tomasi rilasciata al “Tirreno”.
«È difficile – esordisce – commentare i primi cento giorni di Tomasi perché nessuna decisione, nessun orientamento di rilievo è stato assunto dalla nuova amministrazione, mentre ha giocato spesso allo scaricabarile. Nei cinque anni che abbiamo alle spalle l'allora opposizione di centrodestra non ha saputo comunicare una idea alternativa della città, si è limitata a fare ostruzionismo sommergendo il consiglio comunale con oziose questioni formali. Oggi che è al governo quella carenza di visione emerge con ancora maggiore evidenza».
Anche per Sarteschi «l'attuale maggioranza incassa i frutti della precedente e si adagia sugli allori delle scelte già adottate, senza mai rendere merito a chi c'era prima». Ma questo non può bastare. «Avere una buona parola per tutti è bello ma non basta. L'ecumenismo senza progetti chiari sconfina nella piaggeria. Alla lunga è stucchevole perché, dopo aver ascoltato tutti, arriva il momento della decisione e della responsabilità. Tra il presto e il tardi il passo è breve».
«È difficile – esordisce – commentare i primi cento giorni di Tomasi perché nessuna decisione, nessun orientamento di rilievo è stato assunto dalla nuova amministrazione, mentre ha giocato spesso allo scaricabarile. Nei cinque anni che abbiamo alle spalle l'allora opposizione di centrodestra non ha saputo comunicare una idea alternativa della città, si è limitata a fare ostruzionismo sommergendo il consiglio comunale con oziose questioni formali. Oggi che è al governo quella carenza di visione emerge con ancora maggiore evidenza».
Anche per Sarteschi «l'attuale maggioranza incassa i frutti della precedente e si adagia sugli allori delle scelte già adottate, senza mai rendere merito a chi c'era prima». Ma questo non può bastare. «Avere una buona parola per tutti è bello ma non basta. L'ecumenismo senza progetti chiari sconfina nella piaggeria. Alla lunga è stucchevole perché, dopo aver ascoltato tutti, arriva il momento della decisione e della responsabilità. Tra il presto e il tardi il passo è breve».
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