Il presidio
morìa di pesci nel torrente
Agna, superata l’emergenza sanitaria
MONTALE. L’Arpat ritiene superata l’emergenza sanitaria, conseguente alla presenza di sostanze inquinanti, che era stata disposta con un’ordinanza dal Comune di Montale per vietare l’uso delle acque...
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MONTALE. L’Arpat ritiene superata l’emergenza sanitaria, conseguente alla presenza di sostanze inquinanti, che era stata disposta con un’ordinanza dal Comune di Montale per vietare l’uso delle acque del torrente Agna.
Un’ordinanza che risale a fine giugno, quando nel torrente ci fu una morìa di pesci provocata, secondo l’esito delle analisi ecotossicologiche sulla fauna ittica da “un abbandono occasionale di tensioattivi”. Un atto deliberato, afferma Arpat. Insomma uno sversamento di sostanze inquinanti.
L’analisi chimica del campione di acqua superficiale - prelevato durante il sopralluogo in via Sestini, a Fognano - rilevò una presenza anomala di tensioattivi totali pari a 5,0 mg/l. L’andamento delle analisi nel fiume e le caratteristiche delle pressioni in quella zona fecero ritenere che si trattasse di uno sversamento occasionale e circoscritto nella zona della morìa.
L'occasionalità dell'evento sarebbe confermata dal successivo prelievo da parte di Arpat, nel medesimo punto oggetto dello sversamento a luglio, che ha dimostrato l’assenza dei tensioattivi totali nel torrente. L’acqua dell’Agna è destinata alla potabilizzazione. Nell’immediatezza del fatto il Comune ha emesso un’ordinanza di divieto, che adesso l’Agenzia regionale ritiene superata.
Un’ordinanza che risale a fine giugno, quando nel torrente ci fu una morìa di pesci provocata, secondo l’esito delle analisi ecotossicologiche sulla fauna ittica da “un abbandono occasionale di tensioattivi”. Un atto deliberato, afferma Arpat. Insomma uno sversamento di sostanze inquinanti.
L’analisi chimica del campione di acqua superficiale - prelevato durante il sopralluogo in via Sestini, a Fognano - rilevò una presenza anomala di tensioattivi totali pari a 5,0 mg/l. L’andamento delle analisi nel fiume e le caratteristiche delle pressioni in quella zona fecero ritenere che si trattasse di uno sversamento occasionale e circoscritto nella zona della morìa.
L'occasionalità dell'evento sarebbe confermata dal successivo prelievo da parte di Arpat, nel medesimo punto oggetto dello sversamento a luglio, che ha dimostrato l’assenza dei tensioattivi totali nel torrente. L’acqua dell’Agna è destinata alla potabilizzazione. Nell’immediatezza del fatto il Comune ha emesso un’ordinanza di divieto, che adesso l’Agenzia regionale ritiene superata.
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