Lettera minatoria da Roma nei confronti di don Biancalani
Pistoia, sono state una quindicina nell'ultimo mese le missive ricevute dal parroco che aiuta i richiedenti asilo
PISTOIA. Un'escalation di intolleranza culminata in una lettera scritta al computer, inviata da Roma e giunta a don Massimo Biancalani ieri, lunedì 2 ottobre. Dopo la foto in piscina coi ragazzi richiedenti asilo, le gomme forate alle bici, i fiumi di polemiche seguiti al post del leader della Lega Matteo Salvini contro lo stesso don Biancalani, il clamore mediatico, la messa "riparatrice" e le ronde di Forza Nuova nei quartieri degradati (tra cui, secondo il movimento, anche Vicofaro, dove si trova la parrocchia di don Massimo) ecco le lettere minatorie e piene di insulti.
"Nell'ultimo mese - spiega don Biancalani - sono state una quindicina". Arrivano soprattutto da altre regioni d'Italia, come quella che il parroco ha deciso di postare sul suo profilo facebook. Usa toni che il sacerdote definisce "farneticanti": "Caro pretaccio di.... Dillo anche al capo tuo gesuita (Papa Francesco, ndr), adesso basta. Basta con gli stranieri". E via via in un crescendo di insulti a firma del sedicente Quarto Reich, scritto in stampatello sotto una bandiera italiana con la svastica nazista.
Don Massimo, che ha più volte dichiarato di rifarsi all'esempio di don Milani e dello stesso Papa Francesco, commenta: "C'è un vuoto etico spaventoso, viviamo un periodo storico in cui prevalgono egoismi e fondamentalismi. Nei miei confronti gli attacchi sono partiti ben prima della foto in piscina dei ragazzi migranti, e credo che questo clima abbia fatto muovere - con il tempo - movimenti e personaggi non pistoiesi. Questa lettera ne è un esempio. Non la sottovaluto, ma continuiamo a fare le cose che facciamo qui in parrocchia. Ad accogliere quelli che ne hanno bisogno, tutti. Tra i ragazzi - conclude - c'è chi è più consapevole e chi meno della situazione. Dipende dal livello che hanno di conoscenza dell'italiano". Ma la vita prosegue. Prosegue il laboratorio di cucito, proseguono gli studi. E nascono nuove idee. Come quella della pizzeria. Si chiama "Dal rifugiato" e ha aperto i battenti, nel Salone parrocchiale, due sabato fa. "I ragazzi preparano tre - quattro tipi di pizza, la servono (ingredienti a sorpresa) e il cliente lascia un'offerta per la parrocchia. Le prime due serate - sorride - hanno riscosso un discretto successo". (t.g.)
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