Italia
Anziano muore mentre brucia un nido d’insetti
Stava usando una bombola da campeggio con una fiaccola: è stato avvolto dalle fiamme
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MONTALE. Voleva bruciare il nido di insetti nel tronco dell’albero. Quei calabroni - bofonchi che avevano trovato rifugio all’interno del suo ulivo gl’iniziavano a far paura, così vicini alle sue galline e all’orto che ogni mattina andava a coltivare. Dalla ricostruzione operata dai carabinieri e dai vigili del fuoco Aldo Signorini, 84 anni, ha preso una bombola da campeggio e vi ha sistemato all’imbocco una fiaccola a gas.
Ma qualcosa è andato storto: forse la chiusura della fiaccola non ha retto, forse un movimento improvviso provocato dalla puntura di un calabrone ha fatto cadere il pensionato sul terreno, con il gas aperto sotto la pancia. E quel vento di tramontana che ieri mattina soffiava forte in via Canoro e Capanne, a Fognano. Il ritorno di fiamma ha avvolto il giubbino dell’anziano. Una morte orrenda. Il corpo, ancora parzialmente avvolto dalle fiamme, è stato scoperto dal figlio Fabio, di 46 anni. Non vedendolo tornare alla sua casa di via Sem Benelli, a Montale, dove viveva con la moglie Lorenza, era andato a cercarlo.
Ha chiamato disperato il 118. In via Canoro e Capanne sono corse l’automedica da Agliana e un’ambulanza d’emergenza della Croce Oro di Montale. Ma anche una squadra di pompieri dal comando di via Guicciardini, a Pistoia, per spegnere le ultime fiammelle accese, e i carabinieri della Stazione di Montale, diretti dal luogotenente Massimiliano Moncini.
Per Aldo Signorini non c’era più niente da fare. La bombola del gas era ormai completamente vuota. Due Vigili del fuoco hanno bonificato il campo dai calabroni mentre i carabinieri eseguivano i rilievi, avvisando del fatto il magistrato di turno, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco.
Il terreno ai margini del bosco di Fognano si è riempito in breve tempo di parenti e amici. Un nipote è rimasto a lungo seduto con le braccia intorno alle ginocchia, incredulo di quanto era successo, mentre altre nipoti abbracciavano la signora Lorenza, che ogni tanto si avvicinava alla rete che separa il campo dall’uliveta, si inginocchiava con le mani alla rete e guardava il corpo coperto pietosamente da un telo. Si avvicinava a lei e le parlava il figlio Fabio, forse ripercorrendo i fatti della terribile mattinata.
È un lutto che fa seguito, nella famiglia Signorini, a un altro lutto. Mercoledì era morto il fratello di Aldo, Gino, di 82 anni, e proprio ieri pomeriggio si è svolto il funerale, nella chiesa di San Giovanni Evangelista, a Montale. Stesso luogo, e stessa ora per la cerimonia funebre di Aldo Signorini, che si terrà oggi pomeriggio alle 16 a Montale.
Intorno all’ora di pranzo il magistrato, ha dato il via alla rimozione della salma da parte della Misericordia di Pistoia, consentendo ai familiari di organizzare il funerale.
Secondo carabinieri e vigili del fuoco si è trattato, infatti, di una tragica fatalità, che può avere avuto più componenti: la puntura di un insetto, la chiusura non perfetta della fiaccola, una perdita di equilibrio del pensionato... Quel che è certo è che una volta caduto sul terreno, con il gas ancora aperto e il corpo avvolto dalle fiamme, non ha avuto scampo.
Signorini e la sua famiglia sono molto conosciuti a Montale. Prima della pensione lavorava come fabbro. Poi aveva comprato quel terreno, e quasi tutti i giorni gli dedicava qualche ora del suo tempo. Come ricorda una signora che portando a passeggio i suoi cani lo trovava intento a coltivare l’orto. «Una persona affabile. Stamani, quando sono arrivata e ho visto tutte quelle persone... che tragedia povero Aldo». Riposeranno nello stesso cimitero, quello di Montale, Aldo e il fratello Gino.
Tiziana Gori
Ma qualcosa è andato storto: forse la chiusura della fiaccola non ha retto, forse un movimento improvviso provocato dalla puntura di un calabrone ha fatto cadere il pensionato sul terreno, con il gas aperto sotto la pancia. E quel vento di tramontana che ieri mattina soffiava forte in via Canoro e Capanne, a Fognano. Il ritorno di fiamma ha avvolto il giubbino dell’anziano. Una morte orrenda. Il corpo, ancora parzialmente avvolto dalle fiamme, è stato scoperto dal figlio Fabio, di 46 anni. Non vedendolo tornare alla sua casa di via Sem Benelli, a Montale, dove viveva con la moglie Lorenza, era andato a cercarlo.
Ha chiamato disperato il 118. In via Canoro e Capanne sono corse l’automedica da Agliana e un’ambulanza d’emergenza della Croce Oro di Montale. Ma anche una squadra di pompieri dal comando di via Guicciardini, a Pistoia, per spegnere le ultime fiammelle accese, e i carabinieri della Stazione di Montale, diretti dal luogotenente Massimiliano Moncini.
Per Aldo Signorini non c’era più niente da fare. La bombola del gas era ormai completamente vuota. Due Vigili del fuoco hanno bonificato il campo dai calabroni mentre i carabinieri eseguivano i rilievi, avvisando del fatto il magistrato di turno, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco.
Il terreno ai margini del bosco di Fognano si è riempito in breve tempo di parenti e amici. Un nipote è rimasto a lungo seduto con le braccia intorno alle ginocchia, incredulo di quanto era successo, mentre altre nipoti abbracciavano la signora Lorenza, che ogni tanto si avvicinava alla rete che separa il campo dall’uliveta, si inginocchiava con le mani alla rete e guardava il corpo coperto pietosamente da un telo. Si avvicinava a lei e le parlava il figlio Fabio, forse ripercorrendo i fatti della terribile mattinata.
È un lutto che fa seguito, nella famiglia Signorini, a un altro lutto. Mercoledì era morto il fratello di Aldo, Gino, di 82 anni, e proprio ieri pomeriggio si è svolto il funerale, nella chiesa di San Giovanni Evangelista, a Montale. Stesso luogo, e stessa ora per la cerimonia funebre di Aldo Signorini, che si terrà oggi pomeriggio alle 16 a Montale.
Intorno all’ora di pranzo il magistrato, ha dato il via alla rimozione della salma da parte della Misericordia di Pistoia, consentendo ai familiari di organizzare il funerale.
Secondo carabinieri e vigili del fuoco si è trattato, infatti, di una tragica fatalità, che può avere avuto più componenti: la puntura di un insetto, la chiusura non perfetta della fiaccola, una perdita di equilibrio del pensionato... Quel che è certo è che una volta caduto sul terreno, con il gas ancora aperto e il corpo avvolto dalle fiamme, non ha avuto scampo.
Signorini e la sua famiglia sono molto conosciuti a Montale. Prima della pensione lavorava come fabbro. Poi aveva comprato quel terreno, e quasi tutti i giorni gli dedicava qualche ora del suo tempo. Come ricorda una signora che portando a passeggio i suoi cani lo trovava intento a coltivare l’orto. «Una persona affabile. Stamani, quando sono arrivata e ho visto tutte quelle persone... che tragedia povero Aldo». Riposeranno nello stesso cimitero, quello di Montale, Aldo e il fratello Gino.
Tiziana Gori
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