Il Tirreno

Pistoia

Niente fondi per la mostra sull’archivio capitolare

di Paolo Gestri
Niente fondi per la mostra sull’archivio capitolare

Doveva aprire il 23 settembre in Battistero, ma non si sono trovati i soldi  Nessuna comunicazione ufficiale. Quali tesori sarebbe stato possibile vedere 

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PISTOIA. Gli amanti di storia pistoiese e non solo l’aspettavano a gloria, ma l’esposizione dei “Tesori dell’archivio capitolare di Pistoia”, pur nel programma di Pistoia capitale della cultura, prevista dal 23 settembre al 10 dicembre, nel Battistero di San Giovanni in Corte non ci sarà.

Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa, nonostante che nei programmi di Pistoia Capitale l’appuntamento fosse previsto. La soppressione della mostra è stata però ufficializzata lunedì in consiglio comunale dal sindaco Alessandro Tomasi.

Tuttavia il professor Stefano Zamponi, responsabile della raccolta che aveva ideato il tutto, non abbandona ogni speranza: «Forse sarà allestita in futuro, io ci spero, visto anche il lavoro preparatorio in cui mi sono impegnato».

Intanto però non sarà possibile leggere, ad esempio, i primi scritti in volgare pistoiese, fine XIII secolo, contemporanei al volgare fiorentino di Dante, né la bolla del 1346 di papa Clemente VI che permetteva a Pistoia di battere moneta o altre primizie della straordinaria collezione interna alla cattedrale.

«Avevo avuto proficui contatti preliminari con monsignor vescovo – dichiara Zamponi – che si era detta favorevole al progetto generale e favorevolmente si era espresso anche il Capitolo della Cattedrale che aveva precisato di essere nell’impossibilità di finanziare l’evento».

Evidentemente la cosa appariva così bella, che qualcuno l’ha data per certa e l’ha messa nel mazzo stellare delle iniziative in città per dire che qui la cultura è davvero di casa. Ma ci volevano i soldi. «Anche diverse decine di migliaia di euro – sostiene Zamponi – perché bisognava, prima di tutto pensare alle teche, degne di tanto tesoro, poi agli architetti per il progetto espositivo, poi alla sicurezza…». Tanti “poi” la cui somma non si può fare, almeno per ora.

Mostra annullata, quindi. O soltanto rimandata? Sarà bene provarci. Perché è qui che si potrebbe conoscere in prima persona un personaggio come Scipione de’ Ricci, il vescovo pistoiese illuminista illuminato e le sue controversie contro l’immobilismo (e contro i pratesi) nonché la preziosa “Bibliotheca Musicalis”, innumerevoli manoscritti dal XIV al XX secolo.

«Altri motivi del non si fa non li conosco» conclude sconsolato il professore Zamponi. Ma se vorremo ammirare gli originali della canzoni che l’eccelso Frescobaldi suonò in San Bartolomeo, nel 1631, per le feste di San Jacopo e i “Libri Sacristiae Sanctis Zenonis, incunabili e cinquecentine”, chi può, finanzi il progetto.



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