Il Tirreno

Pistoia

Muore d’infarto dopo la caduta dal trattore

Muore d’infarto dopo la caduta dal trattore

Enzo Bianchi, 73 anni, aveva fondato la Poltrarredo, storico mobilificio quarratino

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QUARRATA. Da diversi minuti Lara Drovandi e la madre non sentivano più il rumore del trattore. Hanno dato un’occhiata verso il campo di Enzo Bianchi, in parte coltivato a olivi. Il trattore a cingoli era fermo su una porzione di terreno in pendenza. Il pensionato, di 73 anni, era in piedi, un’espressione dolorante dipinta sul volto. Lara si è avvicinata e ha chiamato i soccorsi. L’uomo, che lamentava un forte dolore a un fianco e aveva i pantaloni strappati, è andato in arresto cardiaco, e a nulla sono valsi i tentativi del medico del 118 e dei volontari della Misericordia.

Nella ricostruzione dell’incidente fatta dai carabinieri della Stazione di Quarrata e dal Dipartimento prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, il pensionato avrebbe compiuto una manovra errata mentre era alla guida del mezzo, innestando la retromarcia. Il forte contraccolpo l’avrebbe sbalzato sul terreno, e cadendo avrebbe picchiato il fianco. Ma la causa del decesso è probabilmente un infarto causato dallo spavento. Il sostituto procuratore di turno, Giuseppe Grieco, non ha ritenuto necessaria l’autopsia, e la salma già in serata è stata rilasciata alla famiglia per il funerale.

Una famiglia nota, quella dei Bianchi, sia a Pistoia che – soprattutto – a Quarrata. Enzo, originario di Cortona, aveva fondato nel 1969 la Poltrarredo, che negli anni d’oro del mobile aveva dato lavoro a più di un centinaio di famiglie. Famiglia nota e sfortunata. Circa dieci mesi fa l’imprenditore aveva perso l’amata moglie Roberta, e tre anni e mezzo fa, a soli 44 anni, il figlio Dino, morto per un malore mentre si trovava per lavoro in Cina.

L’altro figlio, Gianfranco, ex presidente della sezione legno-arredamento di Assindustria, era in Cina per il suo lavoro di agente di rappresentanza, e tornerà in Italia solo oggi. È intervenuta a soccorso del padre, chiamata dalla vicina, la figlia maggiore di Bianchi, Elisabetta. Ma per l’imprenditore, nonostante il prodigarsi dei soccorritori, non c’è stato niente da fare. «Quando ho notato il trattore in pendenza – racconta Lara Drovandi – mi sono avvicinata alla rete che delimita il terreno di Enzo, e l’ho visto in piedi. Gli ho chiesto se stava bene. Mi ha mormorato qualcosa. L’ho raggiunto, lui si è accasciato a terra, lamentava un dolore al fianco e aveva i pantaloni strappati. Ho capito di dover chiamare i soccorsi». Erano all’incirca le 11 e 15. Bianchi è spirato poco dopo.

Nel 1969 aveva fondato la Poltrarredo, gestita sin dalla fine degli anni’80 insieme ai tre figli. È stato per molti anni lo sponsor dell’omonima squadra di ciclismo. Insieme alle aziende Nieri, Mantellassi e Spagnesi, aveva fondato il Consorzio World Sofà. «Una delle prime realtà del genere – ricorda un collega mobiliere – Partecipavano insieme alle fiere. Negli anni d’oro del mobile la Poltrarredo produceva il classico scorniciato, ma nel suo stabilimento in Brianza, la Poltromec, è stata tra i primi a puntare sul moderno, nei primi anni’90». Un imprenditore che si era fatto da solo, che aveva una visione dell’azienda come famiglia. «Ha dato tutto per l’azienda, tant’è che adesso gl’era rimasta solo la casa di via Pretelli». Sì, perché la crisi era arrivata, inesorabile, anche per la Poltrarredo, che ha cessato l’attività nei primi anni 2000. La sede di via Casone, a Valenzatico, è stata acquisita all’asta da Formitalia, dei fratelli Overi, che vi hanno trasferito la propria tappezzeria. E Dino Bianchi era un agente di Formitalia in Oriente nel 2014, quando morì per un malore nella sua stanza d’albergo in Cina.

Famiglia, quella dei Bianchi, che ha fatto la storia del mobile a Quarrata. Una storia ormai tramontata, nel caso di Enzo Bianchi una storia comunque da ricordare. Nonostante l’amarissimo epilogo.

Tiziana Gori

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