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Pistoia

Maxi rissa in centro a Pistoia, il questore: «Solo un caso ha evitato che ci scappasse il morto» - Video

Tiziana Gori
L'aggressione che ha portato a quattro arresti
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L'aggressione che ha portato a quattro arresti

Pistoia, il calcio in contemporanea di due aggressori ha smorzato la violenza dell’impatto: dieci giorni di prognosi per il ferito nella rissa in via dei Fabbri

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PISTOIA. «Solo il caso ha evitato conseguenze peggiori». I colpi alla testa potevano rivelarsi fatali se, spiega il questore Salvatore La Porta, due degli aggressori non si fossero avvicinati al 30enne accasciato a terra, sul lastricato di via dei Fabbri, caricando il calcio in contemporanea. Poco prima di colpirlo i loro piedi si sono incontrati, smorzando la violenza dell’impatto, potente a sufficienza da far perdere i sensi ma non da uccidere.

Il 30enne pistoiese, legato agli ambienti dell’estrema destra, era già a terra. Poco prima delle tre del mattino del 26 agosto, a due passi dalla Sala, nel cuore di Pistoia, una rissa ha scosso la movida estiva che si stava lentamente spegnendo. Le sirene delle Volanti e delle ambulanze hanno illuminato via dei Fabbri. Il questore e il vice dirigente della Digos, Roberto Milicia, parlano di una rissa caratterizzata da una «violenza efferata». Dopo tre settimane di indagini, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Grieco, il giudice Maria Elena Mele ha disposto la custodia cautelare agli arresti domiciliari per quattro pistoiesi, legati agli ambienti della tifoseria arancione. Undici i denunciati, dieci dei quali sono già stati identificati.

Simpatizzanti di destra i tre venuti alle mani con il gruppetto di cui facevano parte i quattro arrestati, ma la rissa sembra sia scaturita da un apprezzamento rivolto dal trentenne pistoiese a un’amica di uno degli arrestati. Quello che nel video visibile su Tirreno facebook Pistoia si avvicina al gruppetto – composto dal 30enne pistoiese e da due lucchesi, di cui uno, un 23enne, è rimasto ferito nella colluttazione – e si scaglia contro il 30enne. La telecamere di un esercizio commerciale posto di fronte alla fiaschetteria “La pace” riprende la scena, che solo per un caso fortuito non è finita come a Lloret de Mar, con l’aggressione fuori dalla discoteca che è costata la vita al 22enne fiorentino Niccolò Ciatti. Stessa agghiacciante violenza, epilogo diverso. Per i due feriti, il pistoiese e il lucchese, 10 i giorni di prognosi.

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A finire agli arresti domiciliari con l’accusa di rissa aggravata sono Giano Sermi (35 anni), Simone Pisu (36 anni), Massimiliano Villani (40 anni), e Nicola Maestripieri (34 anni). I quattro erano stati sottoposti in passato al provvedimento del Daspo. Martedì le loro abitazioni erano state perquisite dai poliziotti dell’ufficio Upg-sp, in cerca degli abiti indossati la notte dell’aggressione, visibili nel video. «E sono stati trovati – spiega l’ispettore delle Volanti Emanuele Chimenti – insieme moschettoni, manganelli telescopici e una bomboletta di spray urticante». Così come erano state perquisite le abitazioni dei due amici – sempre di Pistoia – che avevano preso parte alla rissa al loro fianco, e quelle dei tre giovani aggrediti. Tutti e cinque, come gli arrestati, indagati per lo stesso reato. All’origine della rissa, senza dubbio, vecchie ruggini. Ma gli inquirenti escluderebbero che, in questo caso, la molla scatenante sia stata la rispettiva appartenenza calcistica (Pistoiese e Lucchese) o l’ideologia politica. «Tutto sembra essere nato – afferma La Porta – per un apprezzamento “poco british” del pistoiese nei confronti di un’amica dell’aggressore». Si tratterebbe di Villani, che si avvicina con passo deciso ai tre intenti a parlare. Dice loro qualcosa, e sferra un cazzotto a uno dei ragazzi di Lucca. La reazione è immediata, ma gli aggressori sono in sei. Contro tre. Volano cazzotti, calci, cinghiate. Il 30enne pistoiese ha quasi subito la peggio. Contro di lui sono in due, in tre. Finisce a terra, davanti alla Fiaschetteria. Villani è il doppio di lui, gli è sopra, lo tiene giù, lo tempesta di pugni. Lui cerca di ripararsi con le gambe. Uno degli amici lucchesi prova a difenderlo, ma viene tenuto a distanza a colpi di fibbia. Poi arriva il doppio calcio, che gli fa perdere i sensi. E quello sulla pancia. Mentre intorno chi guarda non ha il coraggio di intervenire. La prima a farlo è una ragazza bionda. Lo accarezza, allunga una mano per dire basta. Gli aggressori desistono, se ne vanno. Qualcuno tira fuori il cellulare e chiama il 118, la polizia. Ieri mattina, gli arresti.
 

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